A complicare i rifornimenti di petrolio ci si mettono i ribelli yemeniti

AGI – L’Arabia Saudita ha annunciato una “riduzione temporanea” della produzione di petrolio in uno degli impianti del gigante Aramco colpito da un attacco dei ribelli Houthi nel vicino Yemen. Gli Houthi hanno lanciato diversi attacchi notturni con droni e missili contro obiettivi in Arabia Saudita, il Paese che guida una coalizione militare in Yemen che ha sostenuto il governo contro gli Houthi sostenuti dall’Iran dal 2015.

Uno degli attacchi alla raffineria Yasref nella città industriale di Yanbu sul Mar Rosso “ha portato a una riduzione temporanea della produzione (…) che sarà compensata dalle scorte“, ha detto il ministero dell’energia in un comunicato, senza specificare l’entità. Nessuno è stato ucciso nell’attacco.

Secondo la coalizione, è stata colpito anche un impianto di desalinizzazione a Al-Shaqeeq; 4 droni sono stati intercettati e distrutti a sud vicino al confine con lo Yemen.

Intanto Aramco ha riportato un aumento del 124% dell’utile netto nel 2021 rispetto al 2020, superando i livelli pre-pandemia e raggiungendo un utile netto di 110 miliardi di dollari (99 miliardi di euro) nel 2021, rispetto ai 49 miliardi di dollari del 2020. Il gigante saudita dell’energia aveva annunciato un utile netto di 88,2 miliardi di dollari nel 2019, prima che la pandemia di coronavirus colpisse i mercati con perdite considerevoli per i settori del petrolio e dell’aviazione in particolare.