A Versailles si disegna la nuova potenza Europa

AGI – Il luogo e’ di per sé scenico: la Reggia di Versailles. E le intenzioni sono all’altezza: disegnare la nuova potenza Europa. Forte, autonoma e unita. Emmanuel Macron, presidente della Francia e di turno dell’Ue, quando aveva fissato sul calendario il vertice informale, che si tiene giovedì e venerdì, pensava anche alla ‘Difesa europea’ ma mai avrebbe immaginato che il summit si sarebbe tenuto con una guerra in corso.

Tutto diventa più importante, quasi storico. Dipenderà dalle decisioni che verranno prese. I pilastri sono tre: rafforzare la capacità di difesa dell’Unione, ridurre le dipendenze energetiche e costruire una base economica più solida“. “La guerra della Russia costituisce un cambiamento tettonico nella storia europea”, si legge nella bozza di quella che sarà la dichiarazione di Versailles.

Nel loro incontro i leader discuteranno di “come l’Ue possa essere all’altezza della sua responsabilita’ in questa nuova realtà, proteggendo i nostri valori, le nostre democrazie, la sicurezza dei nostri cittadini e il nostro modello europeo”. I capi di Stato e di Governo si prenderanno quindi l’impegno di assumersi “maggiori responsabilita’ per la nostra sicurezza e intraprendere ulteriori passi decisivi verso la costruzione della nostra sovranità europea, la riduzione delle nostre dipendenze e la progettazione di un nuovo modello di crescita e investimento per il 2030”.

La dichiarazione d’intenti è chiara. Ed è condivisa in modo unanime. A creare scompiglio sono i dettagli. Tutti d’accordo sulla necessita’ di rafforzare la Difesa. Ma alcuni Stati vorrebbero farlo con uno strumento comune, con debito comune sulla falsa riga del Next Generation Eu. Altri invece la ritengono una questione nazionale da affrontare a livello nazionale.

Escludono quindi l’emissione di eurobond. Almeno non nell’immediato. Lo stesso vale per l’autonomia energetica. Si tratta di investimenti per 75 miliardi di euro solo per quest’anno (secondo le stime del think tank Bruegel). Un gruppo di Stati vorrebbe un Recovery dedicato all’energia. Per gli altri e’ sufficiente gia’ quanto approvato nei Piani nazionali di ripresa e resilienza che sono in corso di attuazione.

E ancora: sostegno unanime all’Ucraina. Ma non tutti vedono di buon occhio l’accelerazione della sua adesione all’Unione europea. Perché è un processo lungo e definito, che richiede riforme che hanno bisogno di tempo. Per questo spingeranno per rafforzare l’Accordo di Associazione già in corso. Tornando alla dichiarazione, di cui l’AGI ha preso visione, i leader dell’Ue assicurano l’intento di “rafforzare risolutamente” gli investimenti in capacita’ di difesa e tecnologie innovative.

Concorderanno di “aumentare sostanzialmente le spese per la difesa, con una quota significativa per gli investimenti, concentrandosi sulle carenze strategiche identificate e con capacita’ di difesa sviluppate in modo collaborativo all’interno dell’Unione europea”. Punto fondamentale sono “gli investimenti collaborativi degli Stati membri in progetti congiunti e appalti congiunti di capacità di difesa” cosi’ come “le sinergie tra ricerca e innovazione civile, della difesa e spaziale e investire in tecnologie critiche ed emergenti e innovazione per la sicurezza e la difesa”.

Sul fronte energia, i Ventisette ammettono che “la situazione attuale richiede una rivalutazione approfondita di come garantiamo la sicurezza dei nostri approvvigionamenti energetici”. Concordano quindi di “eliminare gradualmente la nostra dipendenza dalle importazioni russe di gas, petrolio e carbone”. Il piano e’ quello presentato dalla Commissione: diversificazione di fornitori, sviluppo biogas e idrogeno, accelerazione su rinnovabili.

Sul tavolo vengono confermati anche gli altri filoni: stoccaggi comuni; ottimizzazione mercato dell’elettricità e calmieramento del caro bollette. La riduzione della dipendenza da terzi e’ l’asse su cui ruota anche la “base economica piu’ solida”. Dalle materie prime critiche (produzione interna e riciclaggio per coprire almeno un terzo del fabbisogno entro il 2030) ai semiconduttori (produrre in Ue il 20% della quota di mercato globale entro il 2030) al digitale (intelligenza artificiale, 5G, cloud) fino al cibo (riducendo le dipendenze da prodotti agricoli importati).