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Agricoltura, il Piemonte impegnato in sfide ambientali

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Agricoltura, il Piemonte impegnato in sfide ambientali

A un anno dall’approvazione della nuova legge regionale sull’agricoltura, ecco qual è lo stato dell’arte del nuovo Testo Unico, tra novità e opportunità per le aree marginali economicamente svantaggiate. 

A gennaio dello scorso anno, il Piemonte ha approvato la nuova Legge regionale 22 gennaio 2019, n. 1 “Riordino delle norme in materia di agricoltura e di sviluppo rurale che ha raccolto, in un Testo Unico, le norme in materia di agricoltura al fine di snellire, semplificare e rendere più attuale la legislazione piemontese, in conformità con le nuove politiche europee e nazionali.

La sfida ambientale e climatica

Il settore agricolo è stato tra i primi a raccogliere la sfida ambientale e climatica con una costante evoluzione verso la sostenibilità, attenta ai cambiamenti sociali, tecnologici ed economici in corso. 
La nuova legge regionale sull’agricoltura, nell’intento di riordinare la normativa in materia di agricoltura e di sviluppo rurale, è orientata quindi alla salvaguardia e al miglioramento dell’ambiente, con particolare riferimento alla biodiversità, alle risorse naturali quali l’acqua, il suolo e l’aria, nonché all’energia sostenibile, al contrasto e mitigazione degli effetti dei cambiamenti climaticio. L’esigenza di una maggiore tutela del territorio passa, inoltre, anche dal contrasto dell’abbandono delle attività agricole e forestali nelle aree collinari e montane; a tale obiettivo possono contribuire le numerose misure previste dal Programma di Sviluppo Rurale (PSR), oltre a un’azione coordinata di riordino fondiario che affronta il problema della parcellizzazione e che consente agli imprenditori agricoli/forestali di disporre di superfici sufficienti ed adeguate per sostenere la propria impresa.

L’evoluzione del mondo agricolo

Il mondo agricolo, come successo in altri settori produttivi, ha subito negli ultimi quarant’anni radicali trasformazioni dovute principalmente all’evoluzione delle politiche, dei mercati, delle tecnologie di produzione e dei cambiamenti sociali: il numero di aziende agricole in Piemonte è diminuito a meno di un quarto ma, parallelamente, l’estensione media delle aziende è triplicata, anche se, nel complesso, la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) è diminuita di circa il 17 % pari a circa 207 mila ettari. Le cause principali di tutte queste evoluzioni sono, per quanto riguarda la pianura e la collina, l’accorpamento delle aziende agricole e il consumo di suolo legato allo sviluppo insediativo, mentre per i territori di montagna, dove la SAU si è praticamente dimezzata, soprattutto l’abbandono delle attività agricole e di allevamento in montagna.

Negli ultimi anni si sta assistendo fortunatamente a una leggera inversione di tendenza con un ritorno alle “terre alte”, legato soprattutto alla spinta verso un’agricoltura più sostenibile e un’economia che apre spazi significativi per i produttori più innovativi, offrendo nuove opportunità anche per quei territori che le tecniche produttive intensive aveva marginalizzato. Prodotti tipici agro-alimentari, paesaggio, biodiversità agricola e ambientale, stili di vita sostenibili, culture tradizionali, patrimonio storico e architettonico, possono diventare oggi gli elementi essenziali di una nuova economia sana, buona e giusta, e un’importante opportunità per territori collinari e montani.

A che punto è l’attuazione della legge

La Direzione Agricoltura della Regione Piemonte è attualmente al lavoro per la stesura delle norme attuative per la disciplina degli aspetti puntuali di carattere tecnico e di gestione specifica, ossia i regolamenti e le deliberazioni della Giunta regionale che dovranno essere predisposte per la piena applicazione dei principi della nuova legge.

Le novità

Tra le principali novità introdotte vi siono anche opportunità e benefici per le aree marginali economicamente svantaggiate. Ecco alcuni punti particolarmente interessanti.

Al fine di una maggiore tutela del territorio dall’abbandono e dal dissesto, che passa anche attraverso la promozione delle attività agricole e forestali nelle aree collinari e montane, è stata istituita la Banca regionale della terra, un sistema informativo a consultazione pubblica che conterrà l’elenco aggiornato dei terreni disponibili per attività agro-silvo-pastorali: beni di proprietà pubblica, regionale, comunale e di altri enti pubblici, disponibili per le attività agricole; e terreni agricoli che risultano silenti, incolti, abbandonati o i cui titolari concedono l’utilizzo per il loro utilizzo.

Alle aziende agricole si riconosce un ruolo di primo piano nella gestione del territorio soprattutto per la prevenzione idrogeologica, la resilienza ai cambiamenti climatici e la conservazione dell’ambiente;

Nella consapevolezza che l’agricoltura abbia ormai un ruolo multifunzionale, è stata raccolta e organizzata la normativa relativa alle attività definite di “agricoltura sociale” (fattorie sociali e didattiche) e di agriturismo (ricettività e ristorazione), introducendo inoltre una ulteriore funzione definita “presidio di prossimità” che risponde alle necessità quotidiane della collettività nei territori ove la carenza di strutture e servizi pubblici e privati lo rendono opportuno;

Riconosce un “Sistema di Qualità Certificata della ” per cui gli operatori delle filiere agroalimentari potranno proporre l’approvazione di specifici disciplinari di produzione. Verranno inoltre rivalutate le realtà già esistenti sul territorio per la promozione e tutela dei prodotti di eccellenza del territorio, quali le enoteche regionali, i distretti del cibo e le filiere agroalimentari;

Viene proposto un servizio di tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti agricoli e agroalimentari attraverso una piattaforma informatica multifunzionale open source che permetterà l’accesso da parte dei consumatori alle informazioni in ordine all’origine, alla natura, alla composizione ed alle caratteristiche qualitative dei prodotti agricoli ed agroalimentari;

Il paesaggio agrario e rurale e gli elementi manufatti, come i muretti a secco, i piloni di pietra dei vigneti, le siepi e i filari di alberi storici, vengono tutelati come beni identitari dei territori.

Per saperne di più

Sito della Regione Piemonte

Legge regionale 22 gennaio 2019, n. 1 “Riordino delle norme in materia di agricoltura e di sviluppo rurale”

 

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    Agricoltura, il Piemonte impegnato in sfide ambientali ultima modifica: 2020-01-15T12:10:04+01:00 da Redazione Rete 7