Alla riunione dell’Opec+ il conflitto ucraino sarà “the elephant in the room”

AGI – C’è attesa per la riunione dell’Opec+, quindi compresa la Russia: il conflitto ucraino dovrebbe restare fuori dalla discussione nonostante le pressioni perché il cartello prenda provvedimenti contro Mosca.

Ma i paesi produttori, secondo gli analisti, non dovrebbero prendere alcuna posizione lasciando così in disparte il conflitto, anche se la guerra rischia comunque di diventare al tavolo “the elephant in the room” (letteralmente “l’elefante nella stanza”, secondo un’espressione inglese che si riferisce ad un problema molto noto ma di cui nessuno vuole discutere)

L’Opec e i suoi alleati dovranno fissare il livello della loro offerta di greggio a maggio e tutte le indicazioni sono volte ad una conferma del modesto aumento già previsto in precedenza ignorando così le tensioni causate dalla guerra.

La riunione dei produttori, responsabili di più del 40% dell’offerta mondiale di petrolio e di quasi il 60% delle esportazioni di greggio, ha suscitato nelle scorse settimane un’enorme attesa con i mercati energetici sconvolti dall’invasione russa dell’Ucraina e dalle sanzioni occidentali imposte a Mosca.

L’Aie nei giorni scorsi ha avvertito di un rischio reale di carenza di approvigionamenti, vista la stretta alle esportazioni russe, spingendo le potenti potenze del G7 a chiedere all’Opec+ di aprire sostanzialmente i rubinetti.

Quella che è già vista come la più grande crisi energetica in mezzo secolo, potrebbe peggiorare ulteriormente se il Cremlino dovesse tagliare le forniture ai clienti che si rifiutano di pagarle in rubli.

Nonostante le pressioni crescenti, l’Opec, che il G7 ha descritto come “chiave” per allentare queste tensioni, ha già chiarito che manterrà la sua alleanza con la Russia, sigillata nel 2016. 

Dopo che l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti l’hanno già difesa in un forum a Dubai, oggi il segretario generale dell’organizzazione, Mohamed Barkindo, ha invitato i paesi a “mantenere la rotta”. 

“Esortiamo i leader mondiali a seguire questo esempio di multilateralismo per assicurare ancora una volta un flusso di energia senza ostacoli, stabile e sicuro per tutto il mondo”, ha spiegato.

Secondo un comunicato dell’organizzazione, il segretario generale ha raccomandato “di mantenere la rotta delle decisioni già prese e di rimanere vigile”, cosa che confermerebbe l’inclinazione del gruppo a non cambiare la sua attuale strategia di aprire i rubinetti solo in modo molto moderato e prudente.

L’obiettivo della tabella di marcia adottata a luglio è di recuperare i livelli di produzione pre-pandemia entro settembre, iniettando 400.000 barili al giorno (bd) di greggio in più ogni mese, mentre l’aumento previsto per maggio è di 432.000 barili al giorno.

Se questo risultato venisse confermato, l’Opec+ resterebbe ancora una volta sorda alle pressioni dei consumatori affinché prendano misure per frenare il forte aumento dei prezzi dell’energia e dell’inflazione.

L’incertezza scatenata dalla guerra in Ucraina ha aggiunto grande volatilità ai prezzi del petrolio, che rimangono saldamente sopra i 100 dollari al barile dopo essere saliti a livelli mai visti dal 1014, con il Brent che ha toccato i 140 dollari all’inizio di marzo.