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Alle Cozie 250 pecore aiutano a recuperare le praterie a rischio d’incendio

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L’acquisto di un gregge di pecore itineranti da parte dell’Ente Parchi delle Alpi Cozie consente di contribuire al recupero delle praterie delle Oasi Xerotermiche in Valle di Susa, nei comuni da Mompantero a Bussoleno e nelle aree dell’Orrido di Foresto. 

L’Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Cozie, dopo gli studi di fattibilità e la predisposizione dei pascoli con la realizzazione di un impianto di abbeveraggio, nel 2014 sono stati assunti gli operatori “ecologici” incaricati del lavoro: le pecore. L’Ente ha proceduto con un iniziale acquisto di 150 ovini di razza Biellese e Bergamasca, adatte a questo tipo di terreni per caratteristiche fisiche di agilità, che sono state affidate attraverso bando pubblico in gestione gratuita ad un pastore ( che fruisce però a suo favore, di tutti i pascoli e della produzione del gregge ecc.) con l’incarico di condurle al pascolo insieme ad altri 100 capi di sua proprietà sui terreni individuati all’interno delle Oasi Xerotermiche.

L’area interessata dal pascolo delle pecore itineranti fa parte di un’ampia porzione di territorio valsusino a monte degli abitati di Venaus, Mompantero, Susa, Bussoleno e Chianocco, con terreni a substrato calcareo esposti a sud lungo un versante poco piovoso e spesso battuto da secchi venti di foehn, si presenta come una vera e propria “enclave” di specie animali e vegetali tipiche dei climi caldi e secchi mediterranei e così lontane dal contesto alpino in cui è inserita. Da qui il nome di Oasi Xerotermiche (dal greco antico Kseròs, arido, secco) le cui caratteristiche peculiari le hanno portate a essere inserite nella Rete Natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione. Si pensi ad esempio che i 1250 ettari di estensione dell’area rappresentano lo 0,05% del territorio piemontese ma conservano il 14% delle specie floristiche presenti nell’intera Regione, tra cui rare specie di orchidee selvatiche.
Quello che oggi appare come un ambiente prevalentemente brullo, fino a pochi decenni fa era ampiamente utilizzato dagli abitanti come si può osservare dalle tracce ancora presenti di terrazzamenti a secco, antiche mulattiere, coltivazioni e vigneti.
Anzi, proprio l’abbandono da parte dei pastori e dagli agricoltori in genere rischiava di mettere in serio pericolo i delicati equilibri ecologici che caratterizzano questi ambienti più unici che rari su cui l’Ente, dal 2013 al 2019, con uno specifico progetto europeo denominato Life Xero-grazing, ha avviato un’attività di pastorizia opportunamente gestita, in grado di conservare i prati e il loro patrimonio di biodiversità dall’invasione di vegetazione arbustiva soffocante. Un esperimento pionieristico e ambizioso: affidare la tutela e la conservazione di questi preziosi scrigni di ricchezza naturale a… un gregge di pecore. Dal 2019, dopo la conclusione del progetto Life e del contratto con il primo pastore affidatario, le pecore continuano ogni anno il proprio lavoro con un nuovo pastore che in questi giorni sta pascolando il gregge attorno ai Laghi di Avigliana in attesa di riprendere a breve il prezioso incarico nelle Oasi. Tra i vari vantaggi per l’allevatore, la possibilità di pascolare gratuitamente sui terreni anche il proprio bestiame nonché, ad esempio, l’opportunità di ricavare profitto dalla vendita degli agnelli. Il programma del gregge itinerante è finanziato dal Piano Integrato Tematico (PITEM Biodiv’ALP ) del Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera “ALCOTRA” .

Alle Cozie 250 pecore aiutano a recuperare le praterie a rischio d’incendio ultima modifica: 2021-03-26T14:57:37+01:00 da Redazione Rete 7