Armi, sanzioni, assistenza ai rifugiati: ecco il piano dell’Ue per fermare Putin

AGI – Un momento storico per l’Unione europea. Per la prima volta prende parte a un conflitto armato. Seppure non direttamente. Ma avrà un ruolo importante. E vale 450 milioni di euro di armi che saranno destinate all’Ucraina nella sua “eroica resistenza” contro l’invasione russa.

Il fondo che arriva dall’European peace facility (lo Strumento europeo per la Pace, che però in questo caso finanzia una guerra) è cospicuo perché “non riguarda solo armi e munizioni ma anche jet da combattimento“, ha spiegato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell.

Sia lui che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, hanno insistito sul “momento storico” e sulla “decisione senza precedenti” dell’Ue. Che, come insegna il Covid, “esce più forte dalle crisi”. Per von der Leyen siamo davanti a uno “spartiacque”. “Una reazione che nessuno si aspettava, nemmeno i russi”, ha evidenziato il capo della diplomazia europea.

Ai 450 milioni di euro si sommano altri 50 milioni per equipaggiamenti non letali, quali kit di pronto soccorso, elmetti e giubbotti anti-proiettile. I Paesi che non hanno voluto prendere parte al finanziamento delle armi contribuiranno con questa fetta. La Polonia farà da hub logistico per la consegna delle spedizioni. Alcune armi sono già nelle mani degli ucraini perché il fondo è retroattivo, dal primo gennaio.

I Ventisette vogliono però colpire anche direttamente Mosca. E lo possono fare con le sanzioni e le misure restrittive. Il terzo pacchetto, che sarà approvato oggi, è doloroso. Un certo numero di banche russe verranno escluse dal sistema Swift. “Non sono tutte ma il danno è massimo”, ha assicurato Borrell. 

Verranno congelati gli asset della Banca centrale russa. Questo vuol dire che poco meno della metà delle riserve del Paese saranno inutilizzabili perché si trovano nei caveau di banche in Paesi G7. E ancora: l’Unione europea ha chiuso i suoi cieli agli aeri russi, compresi i jet privati degli oligarchi. E vuole spegnere la macchina di propaganda e disinformazione del Cremlino, bandendo dall’Unione Russia Today (Rt) e Sputnik.

Nel nuovo pacchetto di sanzioni viene colpito, una volta di più, il presidente bielorusso Aleksander Lukashenko, fedele alleato di Putin. Non c’è guerra senza vittime. E tra le vittime ci sono gli sfollati. Le previsioni delle Nazioni unite sono scioccanti: 18 milioni di ucraini saranno toccati dal conflitto, sette milioni saranno gli sfollati interni, quattro milioni quelli che si recheranno nell’Unione europea.

E i Ventisette sono pronti ad accoglierli. Bruxelles ha messo sul tavolo 90 milioni di euro per l’assistenza umanitaria immediata. Poi attiverà una piattaforma di solidarietà per gestire l’accoglienza. “Tutti i Paesi hanno dato disponibilità a fare la propria parte”, ha assicurato la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. “E’ l’Europa che vogliamo”, ha aggiunto.

I cittadini ucraini hanno la possibilità di restare sul territorio dell’Unione novanta giorni senza richiedere asilo, grazie a un’esenzione dei visti. Molti si recheranno dai loro familiari che sono già residenti nei Paesi dell’Unione e così sarà più facile il ricollocamento. Molti Stati spingono per l’attuazione della direttiva per la “Protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati”, approvata nel 2001 ma mai applicata.

Stabilisce uno strumento per affrontare afflussi massicci nell’Ue di cittadini stranieri che non possono rientrare nei loro Paesi, soprattutto a causa di guerre, violenze o violazioni dei diritti umani. Introduce una protezione immediata e temporanea per gli sfollati e promuove un equilibrio degli sforzi tra i paesi dell’Ue che ricevono gli sfollati. Ma non impone la distribuzione obbligatoria dei richiedenti asilo nei paesi dell’Ue. La Danimarca non partecipa alla direttiva. Al suo arrivo in Consiglio, il ministro dell’Interno danese, Mattias Tesfaye, ha già dichiarato che è “troppo presto per parlarne”.

Bra