Home Cronaca Bari: bloccati gli affari illeciti del clan Capriati. Dallo spaccio ai furti

Bari: bloccati gli affari illeciti del clan Capriati. Dallo spaccio ai furti

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Dominavano, con le loro attività illecite, i di “”, “” e “Città vecchia” di , gli affiliati al .

 

Nessuna forma criminale era preclusa ai 20 componenti del Clan che questa mattina sono stati bloccati dagli della Squadra mobile di Bari.

 

A seconda dei vari ruoli individuati dagli investigatori, i membri del gruppo criminale, sono accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso e dall’uso delle , porto e detenzione di da guerra, aggravate dal metodo mafioso e continuate, associazione per delinquere, aggravata, finalizzata alla perpetrazione di .

 

Un elenco impressionante di reati con i quali i cercavano di estendere il loro controllo sull’area metropolitana di Bari. Si preparava la festa di San Nicola. Il clan imponeva, ai commercianti, l’acquisto delle proprie merci. Servivano servizi e viabilità all’interno dell’area portuale. I criminali creavano una società ad hoc per la gestione delle operazioni e, con la forza dell’intimidazione, acquisivano l’appalto. E che le minacce fatte rischiassero di non restare lettera morta, lo testimoniano le armi da fuoco sequestrate: 10 pistole di vario calibro, un fucile a canne mozze ed un fucile mitragliatore.

 

Ma il clan aveva diversificato ulteriormente le proprie attività commettendo furti ai danni di grosse aziende, in Basilicata e nel sud della Puglia. In regime di monopolio, nei quartieri controllati, era anche lo spaccio di droga. Lo stupefacente veniva acquistato per lo più in dove i malviventi si rifornivano di cocaina, hashish, marijuana ed eroina per mettere in campo, per i propri “clienti” un’offerta completa

 

Courtesy Antonio Chiera

 

Bari: bloccati gli affari illeciti del clan Capriati. Dallo spaccio ai furti ultima modifica: 2018-04-19T17:25:12+02:00 da - Courtesy Antonio Chiera