Biden è (di nuovo) positivo. Cinque aspetti che destano preoccupazione

AGI – Dall’incognita dell’età avanzata al fatto che il presidente è recidivo: la nuova positività al Covid di Joe Biden ha tenuto banco per tutta la giornata politica americana, alimentata dal mistero del livello dei sintomi accusati da Biden, all’inizio “molto leggeri” e poi risultati “leggeri”. II portavoce della Casa Bianca hanno dovuto rispondere al pressing dei media, che hanno chiesto aggiornamenti e notizie sullo stato di salute del presidente. 

Cinque sono gli aspetti da tenere conto

L’età: sebbene Biden si sia sempre vaccinato subito, e abbia preso due ‘booster’, è pur sempre un uomo di 79 anni. Mentre i decessi sono molto più bassi adesso rispetto al picco raggiunto lo scorso inverno, tra gli anziani le conseguenze restano sempre molto più serie. Il 16 luglio l’agenzia federale sanitaria dei Centers for Disease Control and Prevention ha fornito dati che possono essere utili se riletti alla luce dei fatti di oggi: ogni settimana muoiono di Covid 253 persone di età compresa tra i 75 e gli 84 anni, mentre scendono a 57 quelli tra i 55 e i 64 anni.

La variante Omicron si conferma molto resistente e capace di mutare velocemente, mantenendo una certa aggressività tra le persone non vaccinate soprattutto.

Ma tra gli anziani gli effetti del vaccino svaniscono molto più velocemente, dopo appena sei mesi. Biden ha ricevuto la sua quarta dose a marzo, cioè circa cinque mesi fa. “Il rischio di serie conseguenze per il presidente – ha spiegato oggi ai giornalisti Ashish Jha, coordinatore del team sul Covid per la Casa Bianca – è decisamente basso”.

La maggior parte degli americani ha preso almeno una volta il virus. I continui contatti con le persone da parte del presidente lo mettono continuamente a rischio, al punto che alcuni del suo staff sono rimasti sorpresi di quanto ci abbia messo per risultare positivo. Il contagio è arrivato dopo l’intenso viaggio in Medio Oriente, nel corso del quale il presidente ha partecipato a numerosi incontri, stretto mani e scambiato il gesto del pugno. Il protocollo della Casa Bianca è molto rigido, ma è quasi impossibile evitare che Biden possa entrare in contatto con una persona contagiata. Molti membri del Congresso nelle ultime settimane sono risultati positivi alla variante Omicron. Il presidente si aggiunge a una lunga lista di personalità della sua amministrazione come il capo consulente medico Anthony Fauci, la vicepresidente Kamala Harris, il leader della maggioranza al Senato, il democratico Charles Schumer, il segretario alla Salute Xavier Becerra, il segretario di Stato Antony Blinken e l’avvocato generale Merrick Garland.

Il giallo dei sintomi: dal momento dell’annuncio della positività di Biden sono arrivate notizie con sfumature leggermente diverse. All’inizio i media americani hanno parlato di “sintomi molto leggeri”, citando le fonti della Casa Bianca. In realtà, leggendo il testo della portavoce, Karine Jean-Pierre, si parla di “sintomi lievi”, sintomi “leggeri”. Questa precisazione aveva generato dubbi in alcuni reporter, al punto che qualcuno aveva chiesto se la comunicazione fosse stata chiara fin dall’inizio. Nel corso del briefing quotidiano con i giornalisti, il portavoce Jean-Pierre ha ribattuto che i problemi sulla chiarezza dello stato di salute del presidente “aveva riguardato la precedente amministrazione”.

La terapia: a differenza del suo predecessore, Donald Trump, che si ammalò in modo grave alla vigilia delle elezioni dl 2020, Biden è rimasto contagiato in forma meno seria. Rispetto a Trump, che venne ricoverato in ospedale, il presidente non ha avuto bisogno di un trattamento straordinario: secondo la Casa Bianca, Biden si sta sottoponendo a terapia antivirale in pillole Pfizer. Ma proprio per l’età, il presidente è considerato ad alto rischio. Subito dopo essere risultato positivo, i medici gli hanno fatto il Paxlovid. Trump venne trattato con una terapia sperimentale monoclonale realizzata da Regeneron. I portavoce hanno ribadito l’importanza di essere vaccinati e di sottoporsi ai due ‘booster’ per aumentare la carica immunitaria. Appena la settimana scorsa l’immunologo Fauci aveva avvertito di come l’emergenza non fosse finita, ma che si fosse entrati in una fase nuova: “Dobbiamo abituarci al virus”.

Alla Casa Bianca non sono richieste le maschere: Viene raccomandato di indossarla alle persone che sono ‘ad alto rischio’. In teoria, in questa categoria rientrerebbe lo stesso presidente. L’emergenza non è più il primo tema nei media americani, ma questo non significa che il problema sia alle spalle. Gli ultimi dati generati una media di contagi di 126 mila casi al giorno, con 350 decessi. Il numero dei positivi è probabilmente sottostimato, perchè negli Stati Uniti milioni di persone si sottopongono al test direttamente a casa con i kit gratuiti dall’amministrazione federale. La positività di Biden potrebbe riportare in molti americani l’attenzione su un’emergenza forse archiviata troppo in fretta.