Chi è rimasto al fianco di Taiwan dopo la rottura con il Nicaragua

AGI – Taiwan perde un altro alleato diplomatico, il Nicaragua, che ha scelto di riconoscere la Repubblica Popolare Cinese, a scapito dell’isola. La decisione annunciata dal governo di Managua lascia Taipei con soli 14 alleati al mondo, in gran parte stati insulari del Pacifico e dei Caraibi, e il solo Vaticano in Europa.

“La Repubblica Popolare Cinese è il solo governo legittimo che rappresenta tutta la Cina e Taiwan è una indiscutibile parte del territorio cinese”, ha dichiarato in un messaggio trasmesso in televisione il ministro degli Esteri nicaraguense, Denis Moncada, annunciando la rottura delle relazioni diplomatiche con Taipei.

La Cina considera Taiwan parte “inalienabile” del territorio cinese e destinata alla “riunificazione” con Pechino e rifiuta di mantenere legami diplomatici con i Paesi che riconoscono diplomaticamente Taipei. Il Nicaragua si aggiunge ai molti Paesi che negli ultimi anni sono passati a riconoscere la Cina, rompendo le relazioni con Taiwan: tra gli ultimi, nel 2019 ci sono stati gli Stati insulari del Pacifico delle Isole Salomone – dove il passaggio al riconoscimento della Cina ha contribuito alle sommosse del mese scorso – e Kiribati.

Taipei esprime “estremo rammarico” per la decisione e “condanna con forza il governo cinese ancora una volta per la coercizione su un alleato diplomatico a tagliare le relazioni con Taiwan”.  

Nonostante l’addio di Managua, “nessuna pressione può scuotere il nostro impegno per la libertà, i diritti umani, lo stato di diritto e la nostra partnership con la comunità democratica internazionale come forza per il bene”, ha commentato su Twitter la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen.

La versione della Cina

Pechino ha, invece, espresso apprezzamento per il riprisitino dei rapporti diplomatici con il Nicaragua, ribadendo tramite il portavoce del l’Ufficio degli Affari di Taiwan Ma Xiaoguang, che “Taiwan fa parte della Cina” e che “nessuno può fermare la tendenza storica della completa riunificazione e del grande rinnovamento della nazione cinese”. Il ministero degli Esteri ha difeso la scelta di Managua: “È una decisione politica, non una merce di scambio senza prerequisiti economici“, ha dichiarato un portavoce.

Le relazioni tra Cina e Taiwan sono deteriorate negli ultimi anni, segnate da un forte attivismo della diplomazia cinese per sottrarre alleati diplomatici all’isola. Pechino considera “separatista” l’amministrazione dell’isola guidata da Tsai Ing-wen, per il mancato riconoscimento del principio dell’unica Cina, su cui le interpretazioni soono divergenti rispetto a Taipei. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha promesso la riunificazione e ha aumentato la pressione militare, diplomatica ed economica su Taipei, opponendosi a ogni forma di riconoscimento internazionale di Taiwan.

L’erosione dello spazio diplomatico di Taipei potrebbe intensificarsi ulteriormente: tra gli alleati in America Latina, Taiwan oggi puo’ contare su Paraguay, Guatemala e Honduras, per citare i Paesi maggiori, anche se la presidente eletta di quest’ultimo, Xiomara Castro, sta già pensando di rompere i legami diplomatici con Taipei per abbracciare Pechino.

La questione Taiwan è oggi uno dei nodi più difficili da sciogliere nel rapporto con gli Stati Uniti, che hanno aumentato il sostegno all’isola, invitandola anche al summit per la democrazia in corso in questi giorni. La decisione di rompere i legami con Taiwan “priva il popolo del Nicaragua di un saldo partner nella crescita democratica ed economica”, ha commentato il Dipartimento di Stato Usa, tramite un portavoce, che ha incoraggiato tutti i Paesi democratici a espandere il proprio impegno verso l’isola.