Chiara Ferragni e il pandoro-gate. Ora anche Prato apre un’inchiesta

AGI – Anche la procura di Prato ha aperto un’inchiesta sul caso del pandoro Balocco ‘Pink Christmas’ firmato da Chiara Ferragni. La notizia è stata data dalla stampa locale. Da quanto appreso, il procuratore facente funzione Laura Canovai ha aperto un fascicolo d’inchiesta modello 45, senza ipotesi di reato e senza indagati, come atto dovuto per l’obbligatorietà dell’azione penale a seguito dell’esposto che l’associazione di consumatori Codacons ha presentato all’autorità giudiziaria in tutta Italia.

Ferragni era apparsa l’ultima volta 10 giorni fa sul suo profilo Instagram in un video in cui chiedeva scusa “per aver commesso un errore di comunicazione” e annunciato l’intenzione di devolvere 1 milione di euro all’ospedale Regina Margherita per sostenere le cure dei bambini.

A metà dicembre l’Agcm-Autorità garante per la concorrenza e il mercato l’ha sanzionata per pratica commerciale scorretta per la sedicente operazione benefica: 1 milione 75mila euro complessivi a carico delle società dell’influencer (Fenice e TBS Crew) e di 420mila euro per la Balocco. Le vendite del Pandoro Pink Christmas’ griffato Chiara Ferragni della casa dolciaria, distribuito in 360mila esemplari, non erano risultate collegate al sostegno all’ospedale pediatrico di Torino, come promesso, in quanto la Balocco aveva già fatto in precedenza una modesta donazione ‘una tantum’ di 50 mila euro alla struttura.

“Nei prossimi giorni”, aveva preannunciato nel video di scuse l’influencer, dichiarando anche che avrebbe impugnato il provvedimento dell’Antitrust, “parlerò con il Regina Margherita per capire come l’ospedale utilizzerà la somma da me donata e vi racconterà periodicamente gli aggiornamenti”. Al video sono poi seguiti giorni di silenzio sui social.