Colpo di scena al processo Saman, annullati gli interrogatori resi dallo zio 

AGI – ‘Cancellati’ perchè “inutilizzabili” nel processo i verbali dello zio Danish Hasnain, considerato l’esecutore materiale dell’omicidio. L’accusa nel processo per la morte di Saman perde un pezzo importante come scritto dal quotidiano ‘La Repubblica’.

Nell’ordinanza di ieri della corte d’assise di Reggio Emilia, letta dall’AGI, i giudici spiegano che la procura ha commesso un errore perchè inserì gli interrogatori del 3 novembre 2022 e del 10 marzo 2023 in un secondo fascicolo d’indagine per la sparizione della ragazza pachistana invece che in quello principale.

Una ‘svista’ procedurale che ha conseguenze di ‘contenuto’. In quei verbali sostanzialmente Danish ripercorse parte della tesi dell’accusa salvo negare le sue responsabilità.

“Ho visto Saman morta, sdraiata con il collo strano, stretto. Io ho cominciato a urlare forte, a maledire tutti, a piangere e ho perso i sensi. Quando mi sono risvegliato i due cugini mi hanno sorretto e mi hanno dato dell’acqua”. Secondo Danish, “i due l’hanno presa, uno dalle gambe e uno dalle braccia”.

Poi “hanno appoggiato il corpo davanti al casolare, dove vi avevo già fatto vedere, e sono andati a prendere le pale lì vicino alle serre. Mi hanno chiesto una mano ma non me la sentivo, ho spostato a mani nude solo la terra a lato della buca. Poi sono tornato da Saman e ho continuato a piangere e parlarle”.

Danish disse anche che i due cugini, anche loro imputati, gli avevano detto che era stata la madre a uccidere la ragazza”. Lo ‘sbaglio’ della procura che vanifica queste parole è, secondo la Corte, di aver aperto un secondo fascicolo non contenente “episodi criminosi o temi investigativi oggettivamente o soggettivamente diversi” rispetto a quelli del primo.

I giudici hanno accolto così le richieste degli avvocati Luigi Scarcella e Liborio Cataliotti, legali del cugino Nomanulhaq e dello zio Danish. E’ la seconda volta che nel processo sono ‘annullati’ dei verbali.

La prima era stata quando i giudici avevano dichiarato l’inutilizzabilità delle dichiarazioni del fratello di Saman perchè venne sentito senza avvocato nonostante avesse reso affermazioni potenzialmente ‘auto-indizianti’ sulle quali comunque la procura dei Minori di Bologna ha deciso di non aprire un’inchiesta. 

Il ragazzo, sentito con a fianco l’avvocato, ha poi parlato in aula raccontando una versione compatibile con l’accusa che probabilmente costituirà il fulcro della requisitoria il cui inizio potrebbe essere già nell’udienza di martedì prossimo.