Come sta incidendo la guerra in Ucraina sui prezzi di grano, mais e soia

AGI – Si stabilizzano i prezzi di grano, mais e soia, con i commercianti cauti che monitorano attentamente i progressi nei colloqui di pace tra Ucraina e Russia – entrambi principali esportatori di cereali a livello mondiale – e valutano i rapporti sull’andamento delle semine e dei raccolti nel mondo.

C’è attesa in particolare per il report sulla semina primaverile e le scorte trimestrali di grano negli States. I future sul grano al Chicago Board of Trade, riferimento per le materie prime alimentari, si sono stabilizzati intorno ai 10,2 dollari per bushel (10,24 per l’esattezza, +0,15%) non lontano dal minimo di 4 settimane a 10,1 dollari toccato il 29 marzo dopo che la delegazione russa ha dichiarato che avrebbe ritirato le sue operazioni militari da Kiev.

La mossa ha momentaneamente sollevato le speranze che le forniture da Russia e Ucraina potessero rimbalzare, dopo che la guerra nella regione ha interrotto le spedizioni dal Mar Nero e ha alzato i prezzi del grano ai massimi da 14 anni a 12,4 dollari per bushel.

Nel frattempo, nuovi dati hanno indicato che l’India, il secondo produttore mondiale, potrebbe stabilire una quantità record di esportazioni di grano nel prossimo anno. Il rally dei prezzi del grano di marzo ha reso quello indiano competitivo per la prima volta da anni e il surplus esportabile del paese ha portato alla possibilità di spedire 12 milioni di tonnellate di grano per la campagna di commercializzazione 2022-23, secondo Bloomberg.

Negli Usa, poi, le migliori condizioni per la raccolta del grano invernale del Kansas nel prossimo futuro hanno aumentato le prospettive di una maggiore offerta. I future sul mais sono saliti a 7,38 dollari per bushel rimbalzando, dal minimo di 4 settimane di 7,26 dollari toccato il 29 marzo, tra le rinnovate preoccupazioni sull’offerta da Russia e Ucraina, anche in questo caso i due principali esportatori del cereale.

I timori di nuove sanzioni contro Mosca e di una conseguente interruzione delle esportazioni dalla regione del Mar Nero sono riemersi in mezzo alla mancanza di progressi concreti nei colloqui di pace.

Inoltre, l’Usda vede le scorte globali di mais per il 2021/22 a 302,2 milioni, in calo di 0,9 milioni rispetto alle proiezioni del mese scorso poiché gli aumenti della produzione in India hanno parzialmente compensato i cali in Argentina e Sud Africa.

Un certo ottimismo innescato martedì dall’inizio dei colloqui a Istanbul ha fatto scendere il prezzo dei semi di soia, che al Chicago Board hanno toccato i 16 dollari per bushel, un livello che non si vedeva da un mese, poiché i timori degli investitori per un’ulteriore interruzione delle forniture dal Mar Nero si sono attenuati nel corso dei negoziati.

Tuttavia, il mercato rimane molto stretto sulla scia dell’invasione russa dell’Ucraina e della decisione dell’Argentina di fermare le registrazioni delle esportazioni di olio di semi di soia, farina di soia e altri prodotti correlati. Il principale esportatore mondiale, l’Argentina, ha affermato che il governo vuole aumentare le tariffe al 33% dall’attuale 31%. La mossa sospende le vendite e le esportazioni del raccolto 2021/22, il che potrebbe restringere le forniture di semi oleosi già sotto pressione per la siccità.