Con Musk nel board di Twitter, Trump verrà riabilitato dal social?

AGI – Proprio come in una favorevole congiuntura astrale, si stanno verificando alcuni aspetti che farebbero prevedere un ritorno di Donald Trump sulle ‘scene’ di Twitter. Il suo nuovo social media Truth Social ha appena debuttato ma stenta a decollare, l’amico Elon Musk è diventato il primo azionista di Twitter e si alimenta la fronda di coloro che vorrebbero il reintegro dell’account dell’ex presidente degli Stati Uniti.

A meno di 24 ore dalla diffusione della notizia secondo cui il patron di Tesla è diventato il primo azionista di Twitter avendo acquisito oltre il 9% del capitale, sono partite da più parti le richieste di reintegrare l’account di Trump, bloccato permanentemente il 9 gennaio 2021 a seguito dell’assalto di Capitol Hill da parte dei suoi sostenitori.

L’occasione è stata fornita dallo stesso Musk che ha mostrato immediatamente come potrebbe usare il suo nuovo ruolo di socio di maggioranza, chiedendo agli utenti di esprimersi sull’inserimento della funzione di correzione dei tweet. Al sondaggio hanno già risposto 2 milioni e mezzo di persone.

Sono così letteralmente piovute le richieste di far reintregrare Trump, come quella del’ex assistente segretario per gli affari pubblici al Dipartimento del Tesoro durante l’amministrazione Trump, Monica Crowley, che ha twittato: “Ora che @elonmusk è il più grande azionista di Twitter, dovrebbe chiedere la fine della censura politica, fare una riforma a livello aziendale, e reintegrare il presidente Trump”.

Tra le altre, anche Errol Webber, candidato repubblicano per il Congresso in California ha sottolineato come ora sia il momento di “riportare questa piattaforma al suo antico splendore”. Trump e Musk, nonostante l’abbiano ripetutamente criticato, hanno da sempre avuto una vera e propria passione per Twitter. Tra i due, hanno pubblicato in totale oltre 72.000 tweet. Il loro però è un rapporto di amore e anche di odio: hanno spesso giudicato Twitter antiquato, poco liberale, l’hanno criticato a più riprese per aver limitato la loro libertà di parola. Anche se c’è da dire che entrambi hanno spesso violato le sue regole.

Trump è stato bandito nel gennaio 2020 dopo che un tweet ha contribuito a scatenare l’insurrezione del Campidoglio. A seguito di un tweet su Tesla nel 2018, Musk ha invece subito il veto della Sec, l’autorità di borsa americana, alla quale ha dovuto poi sottoporre i messaggi che avrebbero potuto costituire una turbativa di mercato.

E sempre entrambi, Musk e Trump, hanno agito ora per rivendicarsi: Musk è diventato il più grande azionista, acquistando una quota di 3,8 miliardi di azioni mentre Trump ha lanciato la sua app di social media commercializzata come un aspirante concorrente/alternativo a Twitter, che però stenta a decollare e che ha visto nel primo mese dal lancio il suo valore più che dimezzato.

Al momento, Trump ha 855.000 seguaci su Truth Social, circa l’1% del suo pubblico passato su Twitter. Troppo faticoso: sarebbe più semplice, secondo gli osservatori, chiedere un ‘favore’ all’amico Elon e ritornare in grande spolvero sulla piattaforma social, aiutato dai suoi supporter che ne chiedono il reintegro ad alta voce.