Corte dei Conti, nel 2021 in Calabria condanne per 7 milioni

CATANZARO (ITALPRESS) – Nel corso del 2021 le denunce sono state quasi quattromila, il tasso di accoglimento degli atti della Procura è stato di oltre l’81%, mentre le condanne ammontano a circa sette milioni di euro. E’ quanto emerso dalla relazione diffusa in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della sezione calabrese della Corte dei conti. Ad illustrare i dati il procuratore regionale Maria Anita Rachele Aronica. Al centro dell’attenzione soprattutto la sanità: “Si è registrato un frequente ricorso, da parte dei creditori delle aziende sanitarie e in particolare degli enti accreditati, allo strumento della cessione di credito a società deputate istituzionalmente al recupero crediti, senza però che il credito sussista o perchè già pagato o perchè non esistente. Sono stati corrisposti abnormi importi per svariati milioni per interessi, rivalutazione e spese di giudizio, a seguito di decreti ingiuntivi non opposti. Citazioni per circa 45 milioni hanno riguardato i duplici pagamenti, per somme non dovute o per interessi, per una complessiva somma contestata di oltre 65 milioni”.
Un quadro definito “desolante” in quanto aggravato dal deficit che non si è ridotto dopo oltre dieci anni di commissariamento: “Oggi è sicuramente di molto superiore, considerato che non si dispone di alcuni dati e bilanci certi. Tutte le aziende del servizio sanitario calabrese hanno chiuso in perdita, inoltre il precedente commissario per il rientro dal disavanzo non ha approvato i bilanci 2018 e 2019, salvo per le aziende ospedaliere di Reggio Calabria e di Cosenza. Purtroppo il caso contabile e la disorganizzazione sono inevitabilmente fonte di mala gestio, terreno fertile per la criminalità organizzata. Il rientro dal disavanzo sanitario non potrà avvenire se non si pone fine a questa insensata situazione attraverso un’adeguata programmazione, un congruo monitoraggio e utilizzo di idonei strumenti informatici nonchè di personale, qualitativamente e quantitativamente appropriato”.
Dalla relazione è emerso, ancora, che la maggior parte delle risorse assegnate per l’emergenza Covid, pari ad euro 115 milioni, non sono state utilizzate, in quanto ben 77 milioni sono ancora accantonati nei bilanci delle aziende. I danni da illecita erogazione e utilizzazione di contributi pubblici nel 2021 hanno superato, complessivamente, la somma di 14 milioni di euro. “In materia di finanziamenti comunitari – ha aggiunto il procuratore – abbiamo fatto citazioni per 17 milioni di euro. Per quel che riguarda le opere pubbliche, la più consistente è stata quella contro Anas per il tratto autostradale Rosarno-Mileto che si è reso necessario ricostruire, dopo che era stato già realizzato, perchè non vi erano le indagini geologiche ed era anche assente il prescritto parere dell’Autorità di bacino. Un danno erariale è stato quantificato in 28 milioni di euro”.
Alcune citazioni sono state compiute per i pannelli fotovoltaici a servizio dei presidi ospedalieri di Cetraro e Tropea, realizzate senza i necessari permessi con seguente ordine di demolizione. Il procuratore Aronica ha sottolineato poi gli episodi relativi all’illecita gestione dei centri per l’impiego, per la stipula di convenzioni con soggetti che non avevano i requisiti”. Ulteriore fenomeno ha riguardato il pagamento delle pensioni ai deceduti “a causa di un corto circuito nelle comunicazioni tra il medico curante e l’Inps”. Sul fronte degli enti locali, continuano a registrarsi ricorsi sanzionatori per dissesto. Infine, il procuratore regionale della Corte dei Conti, con riferimento all’apparato legislativo, ha rimarcato che “dopo aver escluso le condotte attive gravemente colpose dal campo delle responsabilità in fase emergenziale, il Pm rischia di trovarsi con le armi spuntate. Si tratta di un’area di impunità che potrebbe provocare costi insopportabili per la collettività se non si gestiscono bene i fondi del Pnrr”.
(ITALPRESS).