Cosa ne sarà, a questo punto, della legge elettorale

AGI – Al progetto che potrebbe rilanciare Salvini martedì di una federazione del centrodestra aperta anche al civismo si contrappone la federazione di centro nata in un incontro tra Toti, Tajani, Cesa, De Poli e Lupi.

Due schieramenti in teoria su due versanti contrapposti: quest’ultimo per promuovere la legge elettorale di tipo proporzionale, il primo – qualora dovesse nascere – per avversarla. E, magari, per ricomporre con Fratelli d’Italia che già annuncia le barricate sul cambio del sistema di voto.   

All’operazione di centro guarda con interesse anche Renzi e soprattutto Casini, con l’ex presidente della Camera – la ‘carta’ di FI, Iv, dei moderati del centrodestra e anche di una parte del Movimento 5 stelle per il Colle – che, riacquistata la centralità nella partita del Quirinale, potrebbe essere il ‘front-man’ dei centristi che puntano ad arrivare alle prossime elezioni con una nuova formazione.

È un’operazione che prenderà il via nelle prossime settimane, anche se Forza Italia ha già fatto sapere di non condividere l’accelerazione. “Noi siamo per il maggioritario”, ha rilanciato Tajani, anche se un’ala moderata del partito punta a sottrarsi e a respingere le pressioni che arriveranno dalla Lega. “Non è detto che il proporzionale garantisca la stabilità, dipende dalla volontà delle forze politiche”, ha spiegato il coordinatore azzurro.

Al momento Letta non si è pronunciato apertamente per il proporzionale, ha detto solo che occorre cambiare il Rosatellum, ma la convinzione dell’area del Pd che più sta lavorando in questa direzione è che l’approdo convenga a tutte le forze politiche ‘non sovraniste’.

“Scongelare l’offerta politica, anziché irrigidirla, è ormai un’esigenza strutturale”, ha detto il dem Parrini. Il rilancio oggi è arrivato anche da Leu e pure il Movimento 5 stelle ha aperto da tempo. Letta in ogni caso guarda a Forza Italia, chiamata – dopo lo strappo tra gli azzurri e la Lega – al tavolo delle ultime trattative sul Colle per facilitare la strada al Mattarella bis.

Potrebbe esserci quindi una sorta di maggioranza Ursula sul tema della legge elettorale che rischia in ogni caso di creare fibrillazioni al governo, anche se si tratta di materia parlamentare. Per quanto riguarda l’asticella il dem Parrini – il progetto è da tempo nel cassetto – ha nuovamente fissato la soglia al 5%. Una quota che va bene anche ai centristi che unendosi auspicano di andare al di sopra il 10%.

“Oggi è nato il proporzionale che serve a tutti, anche a Giorgia Meloni”, ha detto il senatore Quagliariello, in un’intervista all’Huffington Post. “Noi abbiamo priorità diverse”, spiegava sabato Salvini.

In un clima di conflittualità che si è ancora più surriscaldato dopo l’esito dell’elezione del presidente della Repubblica non sarà comunque facile portare a compimento la missione per il fronte del proporzionale. Anche perché dopo lo scoglio dell’elezione del Capo dello Stato, alle porte ci sono già alle prossime amministrative con i due schieramenti che avranno ricadute dal voto. Soprattutto nel centrodestra il rischio è che si vada separati, anche se i leader di partito non hanno legato la partita del Colle a quanto accade sui territori.