Cosa prevede la cura anti crisi del Pd per scongiurare la “terza recessione economica in dieci anni”

AGI – Una manovra economica di metà anno e strumenti per sostenere famiglie e imprese messe in ginocchio dalla crisi economica e sociale legata alla guerra in Ucraina.

Il tutto ricorrendo, qualora ce ne fosse bisogno, anche a un nuovo scostamento di bilancio.

Questa la ricetta che il Pd mette sul piatto del governo per scongiurare la “terza recessione economica in dieci anni”, come spiega Enrico Letta nel corso della riunione della segreteria.

Il punto di partenza non può che essere “la più ferma condanna della guerra di Putin e il sostegno alla popolazione ucraina”, seguita all’avvertenza che “il 24 febbraio”, con l’inizio delle operazioni di Mosca, “ha cambiato tutto”.

A cominciare dall’assetto economico e sociale. Fino a quella data, infatti, l’Italia stava ancora ragionando su come ‘mettere a terra’ i progetti del Pnrr, in modo da completare il rilancio dell’economia di cui si era avuta qualche labile segnale.

Ora, il paese si trova a dover fronteggiare una crisi energetica, economica e sociale dagli esiti potenzialmente disastrosi.

Ecco, allora, la ricetta dem per l’immediato: “La crisi non è più solo energetica, il tema non è più soltanto il costo delle bollette energetiche, ma stanno aumentando anche i prezzi dei generi alimentari di prima necessità come il pane, la pasta, il caffè”, fa notare il responsabile economico del Pd, Antonio Misiani: “La crisi sta bloccando la ripresa e impoverendo milioni di famiglie italiane”.

Da qui la necessità di un doppio cambio di passo: uno a livello europeo e uno a livello nazionale. “A livello europeo, bene ha fatto il governo italiano a proporre il tetto europeo al prezzo del gas, il disaccoppiamento della formazione del prezzo dell’elettricità, delle rinnovabili rispetto alla termoelettrica”.

Ora, per Misiani, bisogna insistere “su un piano e uno strumento finanziario europeo per l’energia e per accelerare nell’affrancamento dal gas russo, quindi trovare diversi fornitori per il gas naturale”.

A questo si deve accompagnare “un’azione di risparmio dei consumi: non basta affrancarsi dalla dipendenza energetica dal gas russo, ma dobbiamo accelerare la decarbonizzazione. Quindi, le fonti rinnovabili e il risparmio energetico è la vera chiave per affrontare da subito la peggiore crisi energetica che l’Italia e l’Europa si trovano ad affrontare da molti decenni a questa parte”.

Tutto ciò per quel che riguarda la parte europea della ‘cura’. A livello nazionale, il cambio di passo chiesto dal Partito Democratico riguarda soprattutto le politiche si sostegno a famiglie e imprese.

L’esempio è dato da quei paesi che già hanno messo a punto una rete di salvataggio interna, dalla Germania, con i costo calmierato degli abbonamenti ai trasporti pubblici, alla Slovenia, con il tetto al prezzo del carburante.

“Il governo ha fatto cose importanti in questi mesi, ha stanziato cinque miliardi nel 2021 e oltre 15 miliardi di euro nel 2022. Il punto”, osserva Misiani, “è che la ripresa si è bloccata e le conseguenze sociali della crisi stanno diventando molto pesanti perché la bolletta energetica pesa molto di più sulle famiglie povere rispetto a quelle che stanno meglio. Noi riteniamo che entro aprile sia necessaria una vera e propria manovra di bilancio infra-annuale, a partire dai numeri del documento di economia e finanza, mettendo in campo le risorse necessarie, da una parte per prorogare le misure decise in questi mesi e che finiscono quasi tutte a giugno. Dall’altra, per mettere in campo nuove misure. Riteniamo che si debba guardare a quello che stanno facendo gli altri Paesi europei. La Germania ha deciso di dare una indennita’ di trecento euro a tutti lavoratori dipendenti e autonomi per affrontare il caro energia e non ha solo tagliato le accise, come abbiamo fatto noi, sulla benzina”.

Ma dove recuperare le risorse per mettere in campo quetse misure? “Dovrebbe esserci un margine di finanza pubblica, però noi riteniamo che lo scostamento non può e non deve essere un tabù. Se necessario, andrà deciso”.

Per il segertario Letta, il Partito democratico deve farsi “presidio stabile” contro la prospettiva di uno scivolamento verso una nuova recessione: “Discutiamo con le parti sociali, coinvolgiamo i nostri sindaci e i nostri amministratori, facciamo le nostre proposte al governo e alle altre forze politiche. La missione è evitare la terza recessione in 10 anni”, sottolinea il leader dem che rilancia la strada dele rinnovabili per raggiungere una indipendenza energetica da Mosca.

“Il contrasto a Putin non è a costo zero. Sarebbe illusorio pensarlo. Allo stesso tempo, dobbiamo fare in modo che tutto questo non rottami la sostenibilità ambientale. Anzi, la sovranità energetica – vale a dire la strada che ci porta ad essere indipendenti dal gas russo – la conquistiamo spingendo ancora di più sulle rinnovabili. Oggi autonomia energetica significa sostenibilità e fonti pulite”.