Covid, a Natale baci e abbracci… con moderazione

AGI – “Non abbassiamo la guardia con il Covid. Attenti a baci e abbracci sotto le feste”. Lo dice il presidente dell’Iss – Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone, in una intervista a La Stampa. “La stagione fredda facilita sempre la diffusione delle malattie respiratorie – spiega – consiglio di restare a casa se si ha il mal di gola o comunque di indossare una mascherina”.

Davanti al rischio che le feste facciano impennare i contagi e i ricoveri da Covid, Bellantone ricorda che proprio “con le feste aumentano le occasioni di socialità. Cose alle quali non sappiamo rinunciare me che facilitano la diffusione dei virus”.

Baci e abbracci? “Da meridionale anche io ho l’abitudine di farlo. Ma in questo momento dico che l’affetto è meglio dimostrarlo con i fatti anziché con i gesti, ossia proteggendoci e tutelando i nostri cari soprattutto se anziani o fragili. Basta un segno con la mano per salutarsi. E consiglio di restare a casa se si ha il mal di gola o comunque di indossare una mascherina. Magari natalizia. E questo a prescindere dalla presenza o meno di persone fragili perché con questi atteggiamenti responsabili evitiamo comunque la diffusione dei contagi che prima o poi arrivano a colpire chi è a rischio”.

L’avanzata della variante JN.1

“Non ci sono segnali sia più pericolosa di altre mutazioni. Ma il Covid – aggiunge l’esperto – è capace di far mutare da un giorno all’altro le nostre vedute. Oggi non c’è un particolare allarme, per domani non si può dire. Chi si avventura in previsioni a lunga scadenza lo fa camminando sulle nuvole”.

E a proposito della campagna vaccinale che non decolla, e agli open day, Bellantone ritiene che “l’urgenza è coprire over 60 e fragili. Come al solito ci sono regioni che vanno meglio e altre con numeri disastrosi. È un problema di educazione sanitaria ma anche di organizzazione. In troppe aree ci sono stati problemi di approvvigionamento e in diverse regioni i medici di famiglia sono stati poco supportati. Anche le farmacie, se ci si sforza nell’ottenere una buona distribuzione, possono dare un contributo importante, rendendo più facile l’accesso alla vaccinazione. Dobbiamo fare di più”.