Dalla Champions alla Formula 1, lo sport isola la Russia 

AGI – Niente finale di Champions League, niente Gran Premio di Sochi di Formula 1, partite e tornei annullati o spostati in campo neutro: il mondo dello sport isola la Russia e la sua alleata Bielorussia dopo l’invasione dell’Ucraina.

La misura più eclatante è la decisione ufficializzata dall’Uefa di spostare da San Pietroburgo a Parigi la finale della Champions in programma il 28 maggio.

È il terzo anno consecutivo che l’ultimo atto della stagione di calcio europea per club trasloca, dopo che Istanbul e la stessa San Pietroburgo nel 2021 avevano dovuto rinunciare per l’emergenza Covid. Stavolta, però, è politico il segnale che arriva dal mondo dello sport.

Se la finale della Gazprom Arena sarà spostata al Saint-Denis di Parigi, l’Uefa ha anche disposto che i club russi e ucraini e le squadre nazionali che partecipano a competizioni internazionali devono giocare le partite in casa in luoghi neutrali “fino a nuovo ordine”.

Lo Spartak Mosca dovrà quindi giocare in campo neutro il ritorno degli ottavi di Europa League contro il Lipsia, il 17 marzo, e la Fifa potrebbe anche spostare il playoff per i mondiali in Qatar del 24 marzo tra Russia e Polonia, in programma a Mosca.

La federcalcio italiana ha deciso di posticipare di 5 minuti l’inizio di tutte le partite del weekend per “inviare un unanime messaggio di pace”. 

Il Cio, da parte sua, dopo aver accusato NMosca di aver violato la tregua olimpica, ha esortato tutte le Federazioni Sportive Internazionali a trasferire o annullare i loro eventi sportivi attualmente programmati in Russia o Bielorussia e a a mettere al bondo le bandiere e gli inni dei due Paesi.

La Formula 1 ha annullato il Gran Premio di Russia in programma a Sochi dal 23 al 25 settembre. La Fis annullato ha tutti gli eventi di Coppa del mondo di sci organizzati in Russia fino a fine stagione.

L’Eurolega di basket ha deciso che le gare interne delle tre squadre russe iscritte alla competizione, Cska Mosca, Zenit San Pietroburgo e Unics Kazan, tutte ampiamente in lotta per i playoff, debbano svolgersi in campo neutro.

Per ora la reazione di Mosca è stata cauta: il Cremlino si è rammaricato per la finale di Champions spostata sostenendo che è “un peccato perché “San Pietroburgo avrebbe fornito le migliori condizioni possibili per ospitare questo evento calcistico”.

La Federcalcio russa ha lamentato che la decisione è stata “dettata da ragioni politiche” e ha criticato anche la scelta di imporre il campo neutro “in quanto viola il principio sportivo e gli interessi di giocatori, allenatori e tifosi”.