Dall’Ucraina 200 mila rifugiati nei Paesi confinanti 

AGI – Dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, il 24 febbraio, almeno 200 mila persone sono scappate in auto, pullman, treni e a piedi per rifugiarsi nei Paesi confinanti, ma alcune decine sono già arrivate in Germania e potrebbero raggiungere presto l’Italia e altri Stati europei più distanti. A questi numeri, in rapido aumento, si aggiungono oltre 100 mila sfollati interni, che si trovano ancora sul territorio ucraino.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) sono 116 mila gli ucraini che sono finora fuggiti, diretti per lo più in Polonia, Ungheria, Moldavia, Ungheria, Slovacchia e Romania. “I numeri sono in rapido aumento ed è molto difficile tenere traccia di tutti gli spostamenti” ha riferito Chiara Cardoletti, rappresentante per l’Italia dell’Unhcr. Presto l’agenzia Onu lancerà un portale per aggiornare i dati dei rifugiati e degli sfollati della crisi umanitaria ucraina, che rischia di coinvolgere fino a 5 milioni di profughi.

Il ministro dell’Interno polacco, Pawel Szefernaker, ha dichiarato che finora 100 mila ucraini in fuga dalla guerra hanno già attraversato il confine con la Polonia, di cui 50 mila nella sola giornata di ieri. Dal villaggio di confine di Medyka, nel Sud-Est della Polonia, il ministro ha detto che 9 campi sono stati allestiti lungo la frontiera, per fornire ai rifugiati ucraini cibo, assistenza sanitaria, un posto dove riposare e chiedere informazioni. Il 90% di questi sanno già dove andare, ospitati da famigliari e amici  stabiliti da tempo in Polonia, dove vive circa 1,5 milione di ucraini su una popolazione totale di 38 milioni.

Il ministro delle Infrastrutture, Andrzej Adamczyk, ha annunciato che per i prossimi 4 giorni i cittadini ucraini in fuga potranno salire gratuitamente a bordo di treni intercity della Polish Rail Service (Pkp) e che un treno ambulanza è stato allestito nella città di confine di Przemysl, 30 km di auto dall’Ucraina. Se fosse necessario raggiungerà la città ucraina confinante di Mostyska per prelevare feriti e trasportarli fino a Varsavia. “Negli ultimi giorni abbiamo visto una incredibile catena di solidarietà tra i polacchi per aiutare i nostri vicini sotto attacco” ha detto un portavoce governativo, Nichal Dworczyh.

Gli ucraini arrivati in Moldavia sono circa 20 mila, ma lungo il confine ci sono tutt’ora lunghe code di veicoli in entrata al checkpoint di Mayaky-Palanka, in provenienza da Odessa. Il presidente moldavo, Maia Sandu, ha detto che il suo Paese è “pronto ad accogliere e sostenere chiunque in fuga dall’Ucraina abbia bisogno di aiuto”. Molti di questi stanno raggiungendo parenti ed amici già stabiliti in Moldavia, che giovedì ha dichiarato lo stato di emergenza per 60 giorni. In centri di accoglienza e residence aperti per accogliere i rifugiati, vengono distribuiti beni essenziali e si provvede a dare un tetto e a trasportare chi ne fa richiesta.

Anche in Slovacchia è emergenza profughi, con lunghe code di veicoli in entrata e oltre 10 mila persone registrate nelle ultime 24 ore.  Dopo aver attraversato la Polonia in macchina, decine di ucraini scappati dalla guerra sono arrivati in Germania. “I primi 75 sono giunti ieri a Berlino, ma ne aspettiamo molti di più nei prossimi giorni” ha fatto sapere Sascha Langebach, dell’ufficio rifugiati della capitale tedesca.

Al centro congressi di Berlino sono stati predisposti 1.300 posti letto e la capacità di accoglienza verrà raddoppiata in tempi brevi.  Inoltre Lituania, Lettonia ed Estonia sono in situazione di allerta per il prossimo afflusso di profughi ucraini.

Una crisi umanitaria quella causata dall’invasione russa che aggrava ulteriormente una situazione già difficile e complessa da gestire. “Già prima dell’offensiva militare, l’Ucraina aveva oltre 850 mila sfollati interni ed ospitava 5 mila rifugiati di altri Paesi oltre a 36 mila apolidi” ha avvertito Cardoletti.

“Attualmente il nostro piano di risposta è finanziato solo al 9%. Un sostegno finanziario immediato e senza vincoli è urgentemente necessario per permetterci di salvare vite in Ucraina e nei Paesi vicini” ha sottolineato la rappresentante Unhcr in Italia. A partire dagli anni ’90 l’Italia è  stato uno dei Paesi che più di tutti ha accolto cittadini ucraini: oggi in 236 mila sono residenti, per il 75% donne, stabiliti per lo più in Lombardia, Campania ed Emilia Romagna.  Ora con lo scoppio della guerra in tanti potrebbero raggiungere famigliari ed amici stabiliti in territorio italiano.

“Siamo già in Ucraina e nei Paesi limitrofi. C’è una sorta di resilienza e abbiamo grandi capacità di soccorso umanitario, ma il problema è che i numeri potrebbero superare la nostra capacità di accoglienza. Le sfide che ci attendono potrebbero andare oltre il prevedibile” ha prospettato Filippo Grandi, alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. Si temono fino a 5 milioni di profughi che si riverseranno ben oltre i Paesi limitrofi, con diversi Stati e regioni che hanno dato disponibilità ad accoglierli.

 L’Unione europea prevede un sistema di asilo multinazionale secondo il quale se uno Stato membro si trova ad affrontare un flusso sproporzionato di migranti si metterà in moto un piano operativo di supporto europeo e quindi degli altri Paesi Ue.