Dall’Ue 150 miliardi per rinnovare gli edifici ma no divieto vendita

AGI – La Commissione europea vuole decarbonizzare gli edifici, che attualmente consumano il 40% dell’energia e generano il 36% di Co2, e per farlo propone in una direttiva la ristrutturazione del 15% di quelli meno efficienti (classe G) entro il 2030 (quelli residenziali) ed entro il 2027 (quelli non residenziali).

Come incentivo mette sul tavolo 150 miliardi di fondi ma soprattutto promette che “non ci sarà alcun divieto di affitto o vendita degli immobili non ristrutturati”, al contrario di quanto era stato anticipato nei giorni scorsi.

L’iniziativa, che dovrà essere negoziata con gli Stati membri in sede di Consiglio e con il Parlamento europeo, riguarderebbe 30 milioni di immobili

“Favorire la ristrutturazione delle case e degli altri edifici sostiene la ripresa economica e crea nuove opportunità di lavoro. Inoltre, la riqualificazione energetica porta a una riduzione della bolletta energetica e, alla fine, l’investimento si ripaga da solo”, ha dichiarato il vice presidente della Commissione europea per il Green deal, Frans Timmermans. 

Stop al carbone

L’obiettivo della direttiva è doppio: massimizzare il potenziale di decarbonizzazione e alleviare la povertà energetica poiché gli edifici più inefficienti sono spesso occupati da famiglie a basso reddito. “I governi sborsano enormi fondi in sussidi a famiglie che soffrono povertà energetica e queste pagano bollette salatissime perché vivono in case non efficienti energeticamente”, ha spiegato Timmermans rispondendo a una domanda sul Superbonus italiano. “Ristrutturare è un investimento incredibilmente redditizio”. 

Ma non ci saranno provvedimenti di coercizione per costringere i proprietari alla ristrutturazione, vietando loro ad esempio l’affitto o la vendita. 

La proposta lascia agli Stati membri la libertà di decidere come far rispettare lo standard minimo. “Bruxelles non vi dirà che non potete vendere la vostra casa se non è ristrutturata e nessun burocrate di Bruxelles confischerà la vostra casa se non è ristrutturata, il patrimonio culturale è protetto e le case estive possono essere esentate, la nostra proposta non contiene alcun divieto di vendita o affitto per gli edifici che saranno qualificati nella classe G cioè per quel 15% degli edifici identificati con la peggiore efficienza energetica nel singolo Paese”, ha detto Timmermans in italiano.

Nessun divieto

“Nessuno vieterà di vendere o affittare le proprie case. La proposta lascia agli stati membri la libertà di decidere come far rispettare lo standard minimo. Ciò già accade con successo in vari Stati membri, da queste esperienze ogni Stato potrà trarre le lezioni necessarie per applicare nella maniera più giusta ed efficace la nostra proposta. Un sostegno finanziario è e sarà sicuramente necessario in molti casi”, ha spiegato il vice presidente.

“Si potrà ottenere un sostegno dal governo italiano e dall’Unione europea per aumentare il valore della propria casa e ridurre la propria bolletta energetica”, ha evidenziato.

Al centro dell’attenzione dell’Ue c’è in particolare il riscaldamento e la climatizzazione che rappresentano l’80% del consumo energetico. La Commissione vorrebbe che entro il 2040 le emissioni di gas serra degli edifici siano ridotte tra l’80 e l’89%, per cui sarà necessario eliminare il riscaldamento da combustibili fossili, di cui fanno parte le caldaie a gas.

Poiché una caldaia ha un ciclo di vita di circa 20 anni, Bruxelles vuole che i sistemi di caldaie a gas o carbone non possano ricevere finanziamenti pubblici dal 2027, sebbene consenta agli Stati membri di essere ancora più severi e decidere di vietarli.

Nuovi immobili

Le norme sono ancora più stringenti per le nuove edificazioni, quelli che sorgeranno dal 2030 dovranno essere a emissioni zero. “Ciò significa che gli edifici dovranno consumare pochissima energia, essere alimentati il ​​più possibile con elettricità da fonti rinnovabili, non emettere CO2 ‘in loco’ da combustibili fossili” e indicare attraverso certificati il ​​loro potenziale contributo al riscaldamento globale per tutto il ciclo di vita.

I certificati energetici, colonna portante di tutta la direttiva, “più chiari e conterranno informazioni migliori” rispetto a quelli attuali. Saranno obbligatori per tutti gli immobili che intraprendono una profonda ristrutturazione, quelli che rinnovano il contratto di locazione e per tutti gli edifici pubblici esistenti, oltre ad essere armonizzati su una scala da A a G nel 2025.

Secondo i calcoli della Commissione, tutte le iniziative della direttiva ridurranno del 60% i gas serra legati agli edifici entro il 2030 e del 14% il loro consumo finale di energia. 

Dall’Ue 150 miliardi per rinnovare gli edifici ma no divieto vendita

AGI – La Commissione europea vuole decarbonizzare gli edifici, che attualmente consumano il 40% dell’energia e generano il 36% di Co2, e per farlo propone in una direttiva la ristrutturazione del 15% di quelli meno efficienti (classe G) entro il 2030 (quelli residenziali) ed entro il 2027 (quelli non residenziali).

Come incentivo mette sul tavolo 150 miliardi di fondi ma soprattutto promette che “non ci sarà alcun divieto di affitto o vendita degli immobili non ristrutturati”, al contrario di quanto era stato anticipato nei giorni scorsi.

L’iniziativa, che dovrà essere negoziata con gli Stati membri in sede di Consiglio e con il Parlamento europeo, riguarderebbe 30 milioni di immobili

“Favorire la ristrutturazione delle case e degli altri edifici sostiene la ripresa economica e crea nuove opportunità di lavoro. Inoltre, la riqualificazione energetica porta a una riduzione della bolletta energetica e, alla fine, l’investimento si ripaga da solo”, ha dichiarato il vice presidente della Commissione europea per il Green deal, Frans Timmermans. 

Stop al carbone

L’obiettivo della direttiva è doppio: massimizzare il potenziale di decarbonizzazione e alleviare la povertà energetica poiché gli edifici più inefficienti sono spesso occupati da famiglie a basso reddito. “I governi sborsano enormi fondi in sussidi a famiglie che soffrono povertà energetica e queste pagano bollette salatissime perché vivono in case non efficienti energeticamente”, ha spiegato Timmermans rispondendo a una domanda sul Superbonus italiano. “Ristrutturare è un investimento incredibilmente redditizio”. 

Ma non ci saranno provvedimenti di coercizione per costringere i proprietari alla ristrutturazione, vietando loro ad esempio l’affitto o la vendita. 

La proposta lascia agli Stati membri la libertà di decidere come far rispettare lo standard minimo. “Bruxelles non vi dirà che non potete vendere la vostra casa se non è ristrutturata e nessun burocrate di Bruxelles confischerà la vostra casa se non è ristrutturata, il patrimonio culturale è protetto e le case estive possono essere esentate, la nostra proposta non contiene alcun divieto di vendita o affitto per gli edifici che saranno qualificati nella classe G cioè per quel 15% degli edifici identificati con la peggiore efficienza energetica nel singolo Paese”, ha detto Timmermans in italiano.

Nessun divieto

“Nessuno vieterà di vendere o affittare le proprie case. La proposta lascia agli stati membri la libertà di decidere come far rispettare lo standard minimo. Ciò già accade con successo in vari Stati membri, da queste esperienze ogni Stato potrà trarre le lezioni necessarie per applicare nella maniera più giusta ed efficace la nostra proposta. Un sostegno finanziario è e sarà sicuramente necessario in molti casi”, ha spiegato il vice presidente.

“Si potrà ottenere un sostegno dal governo italiano e dall’Unione europea per aumentare il valore della propria casa e ridurre la propria bolletta energetica”, ha evidenziato.

Al centro dell’attenzione dell’Ue c’è in particolare il riscaldamento e la climatizzazione che rappresentano l’80% del consumo energetico. La Commissione vorrebbe che entro il 2040 le emissioni di gas serra degli edifici siano ridotte tra l’80 e l’89%, per cui sarà necessario eliminare il riscaldamento da combustibili fossili, di cui fanno parte le caldaie a gas.

Poiché una caldaia ha un ciclo di vita di circa 20 anni, Bruxelles vuole che i sistemi di caldaie a gas o carbone non possano ricevere finanziamenti pubblici dal 2027, sebbene consenta agli Stati membri di essere ancora più severi e decidere di vietarli.

Nuovi immobili

Le norme sono ancora più stringenti per le nuove edificazioni, quelli che sorgeranno dal 2030 dovranno essere a emissioni zero. “Ciò significa che gli edifici dovranno consumare pochissima energia, essere alimentati il ​​più possibile con elettricità da fonti rinnovabili, non emettere CO2 ‘in loco’ da combustibili fossili” e indicare attraverso certificati il ​​loro potenziale contributo al riscaldamento globale per tutto il ciclo di vita.

I certificati energetici, colonna portante di tutta la direttiva, “più chiari e conterranno informazioni migliori” rispetto a quelli attuali. Saranno obbligatori per tutti gli immobili che intraprendono una profonda ristrutturazione, quelli che rinnovano il contratto di locazione e per tutti gli edifici pubblici esistenti, oltre ad essere armonizzati su una scala da A a G nel 2025.

Secondo i calcoli della Commissione, tutte le iniziative della direttiva ridurranno del 60% i gas serra legati agli edifici entro il 2030 e del 14% il loro consumo finale di energia.