Dopo l’Iowa, Trump vince anche in New Hampshire

AGI – Donald Trump ha vinto anche le primarie di partito in New Hampshire, diventando il primo candidato Repubblicano in oltre quarant’anni ad aver conquistato i primi due Stati. Nessuno dal 1980 era riuscito: o vinceva uno e perdeva l’altro.

Dopo il trionfo in Iowa, arriva la vittoria in uno Stato diverso, meno estremista, più moderato e urbanizzato, con una solida base di indipendenti. Se in Iowa erano i caucus, cioè assemblee ristrette agli iscritti, queste sono state primarie vere, aperte a tutti, anche agli elettori democratici. Ma alla fine il risultato non è cambiato: i conservatori voglio Trump.

 

Una proiezione a urne aperte aveva assegnato al tycoon il 61 per cento dei consensi. La Cnn ha confermato la vittoria con le prime proiezioni. Con il passare dei minuti, e con il fluire dei dati reali, il tycoon ha messo nero su bianco la vittoria, con un vantaggio che è oscillato tra i 7 e gli 11 punti, ma poi è anche salito a tredici, con il 33 per cento dei seggi scrutinati. Bisognerà vedere il risultato finale ma intanto Trump incassa anche questo successo e commenta su Truth: “Haley aveva detto che avrebbe vinto in New Hampshire, non ci è riuscita”.

 

La sfidante ha parlato subito ai suoi sostenitori, un’ora dopo la chiusura dei seggi, lo ha fatto senza aspettare il risultato finale, un po’ per non sancire la sconfitta, un po’ per lasciare tutto in sospeso e dare una speranza ai suoi elettori. “La gara – annuncia, scaldando i supporter – è lontana dall’essere finita. Il New Hampshire è solo la prima, non l’ultima”. Stasera Haley non lascia, lo dice più volte, lo aveva detto anche alla vigilia quando le avevano chiesto cosa pensasse dell’invito rivolto da Trump a ritirarsi. “Io – aveva risposto con aria di sfida – non faccio quello che mi dice lui”.

 

Tutto rimandato alle primarie in South Carolina, dove Haley è stata governatrice, e dove vorrebbe giocarsi tutte le carte. Ma il test in New Hampshire potrebbe risultare meno ostico di quello in programma il 24 febbraio. Nel suo Stato, Haley è dietro di trenta punti, troppi per pensare di restringere la forbice. Il senatore Tim Scott, uno dei leader dello Stato, dopo l’uscita dalle primarie ha annunciato il suo sostegno a Trump. I big sono tutti con Trump. Al momento, ci sono poche possibilità che nel South Carolina le cose possano andare diversamente.

 

Adesso è il momento per Haley di galvanizzare la base, ma nessuno degli analisti americani esclude che nei prossimi giorni l’ex governatrice possa annunciare il suo ritiro. Lei vorrebbe continuare, ma poi l’analisi a freddo dei dati e dei sondaggi potrebbe portare a conclusioni diverse. Anche Ron DeSantis, dopo il flop in Iowa, aveva annunciato alla vigilia del voto in New Hampshire che avrebbe lottato nel segno del “vivere liberi o morire”. Ha scelto di sopravvivere, uscendo dalla corsa e appoggiando anche lui Trump. Joe Biden, che ha vinto le primarie Democratiche senza neanche mettere il proprio nome nelle schede elettorali, non aveva bisogno di conferme, ma in ogni caso quelle sono arrivate: è il tycoon il suo avversario per le presidenziali di novembre.

 

Quattro anni dopo, l’America si ritrova di nuovo allo scontro tra due visioni opposte del Paese.