Dopo tre mesi cala l’efficacia di AstraZeneca

AGI – La protezione offerta dal vaccino antiCovid sviluppato dall’Università di Oxford insieme ad AstraZeneca sembra diminuire significativamente dopo tre mesi dalla somministrazione della seconda dose.

Questo è quanto emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista The Lancet, condotto dagli scienziati dell’Università di Edimburgo, dell’Università di Glasgow, dell’Università di Aberdeen, della Victoria University di Wellington, dell’Universidade do Estado do Rio de Janeiro e dell’Universidade Federal de Bahia, che hanno valutato i set di dati raccolti in Scozia e in Brasile. Il team, guidato da Aziz Sheikh, ha infatti considerato le informazioni relative a due milioni di scozzesi e 42 milioni di brasiliani immunizzari con il vaccino AstraZeneca.

Questi risultati, sottolineano gli autori, evidenziano la necessità di istituire regimi di richiamo in modo da prolungare la protezione e la risposta immunitaria elicitata dalla vaccinazione. Secondo i dati del gruppo di ricerca, il declino dell’efficacia inizia a manifestarsi circa tre mesi dopo il completamento del regime a due dosi, con il rischio di ricovero e decesso che raddoppia rispetto a quello riscontrato due settimane dopo il richiamo. Il pericolo sembra inoltre triplicare a distanza di tre mesi dal richiamo.

Gli scienziati hanno confrontato la situazione in Brasile e Scozia, dove le varianti dominanti erano rispettivamente la Gamma e la Delta, il che implica che la riduzione dell’efficacia vaccinale dipende in parte dalla formulazione stessa del farmaco oltre che dalla diffusione delle varianti.

Per quanto riguarda il confronto dell’efficacia tra persone immunizzate e non, i ricercatori precisano che è necessario prestare estrema cautela, perchè sta diventando sempre più complicato individuare soggetti che soddisfino i criteri necessari alla predisposizione dell’indagine comparativa, visti i crescenti successi delle campagne vaccinali e le numerose infezioni che continuano a circolare.

“I vaccini – afferma Sheikh, direttore dell’Usher Institute dell’Università di Edimburgo – sono stati uno strumento chiave nella battaglia contro la pandemia, ma il calo dell’efficacia rappresenta un problema che è necessario affrontare con le adeguate misure. Identificare il momento in cui la protezione diminuisce è fondamentale per stabilire i regimi di vaccinazione più indicati per ogni piattaforma vaccinale”.

“Le nostre analisi – aggiunge Vittal Katikireddi dell’Università di Glasgow – mostrano un notevole calo di efficacia per il vaccino Oxford AstraZeneca. Dopo quattro mesi dalla seconda dose, il rischio di ospedalizzazione e morte per Covid-19 era fino a cinque volte superiore rispetto al periodo di massima protezione. Consigliamo a tutti coloro che ancora non sono stati immunizzati di ricevere la propria dose”.