Dopo un secolo i Tory perdono il Devon. Johnson: “Non me ne vado”

AGI – Doppia batosta per il premier britannico Boris Johnson: alle suppletive, i Tory hanno perso due seggi, incluso uno nel sud-ovest dell’Inghilterra che il partito conservatore deteneva da oltre un secolo. La sconfitta, l’ultima di una serie che si sono registrate quest’anno, si è fatta sentire duramente sui vertici e se il capo di Downing Street ha fatto sapere che non ha intenzione di mollare, il presidente dei Tory Oliver Dowden ha già presentato le dimissioni.

Il collegio elettorale di Tiverton and Honiton, conquistato nel dicembre 2019 dal conservatore Neil Parish – costretto poi a lasciare dopo aver ammesso di aver guardato porno sul cellulare mentre si trovava in aula ai Comuni – è passato ai Liberal Democratici.

Da parte loro, i laburisti si sono aggiudicati Wakefield, nel nord Inghilterra: una riscossa dopo aver perso tre anni fa il seggio tradizionalmente Labour a favore dei richiami alla Brexit di Johnson. Anche in questo caso, il seggio è tornato vacante dopo che il conservatore Imran Ahmad Khan è stato incarcerato per aver aggredito sessualmente un adolescente.

Wakefield ha dimostrato che il Paese ha perso la fiducia nei Tory“, ha esultato il leader laburista Keir Starmer, guardando alla prima vittoria a suppletive del partito dal 2012. La vittoria, gli ha fatto eco il leader dei Liberal Democratici Ed Davey, è un “campanello d’allarme per tutti quei parlamentari conservatori che sostengono Boris Johnson”.

Il risultato elettorale disastroso va a colpire il premier già in sofferenza dopo mesi di scandalo, sopravvissuto a fatica poche settimane fa al tentativo di una parte dei suoi stessi parlamentari di farlo cadere. “I nostri elettori sono delusi dai recenti eventi e condivido i loro sentimenti. Non possiamo continuare andare avanti come al solito. Qualcuno deve assumersi la responsabilità e ho concluso che, in queste circostanze, non sarebbe giusto che io rimanessi in carica”, ha scritto Dowden nella sua lettera di dimissioni a Johnson.