Draghi: “Di indecente ci sono i massacri”. L’Europarlamento chiede l’embargo del gas russo

AGI – Mosca ha accusato l’Italia di “indecenza” sulle sanzioni, ma il presidente del Consiglio Draghi ha sottolineato che “di indecente ci sono solo i massacri”. Il ministro degli Esteri Kuleba ha detto che sono in arrivo aiuti concreti da diversi Paesi, mentre il G7 continuerà ad assistere Kiev militarmente e finanziariamente.

Il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione sulla reazione Ue alla guerra in Ucraina nella quale si chiede un embargo immediato per le importazioni di gas dalla Russia, oltre che per quelle di petrolio, carbone e combustibile nucleare. Il presidente del Consiglio Draghi ha incontrato a Roma il premier olandese Rutte: “Non l’ho convinto ad unirsi a chi chiede un tetto al prezzo del gas” ma si sono aperti spiragli. Per il Cremlino la fornitura di armi a Kiev nuocerà ai negoziati di pace. Mosca poi accusa Kiev: “La nuova bozza tradisce l’accordo”, ma “avanti con il negoziato nonostante le provocazioni”. Il G7 ha chiesto la sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu

Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, si è presentato questa mattina al quartier generale della Nato con “un’agenda molto semplice”. “Ci sono solo tre punti: armi, armi e armi”, ha detto al punto stampa con il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg. “Chiedo a tutti gli alleati di mettere da parte le loro esitazioni, la loro riluttanza, per fornire all’Ucraina tutto cio’ di cui ha bisogno”, ha esortato. Kiev vuole tutto il possibile per respingere l’aggressione russa, inclusi sistemi di difesa aerea, artiglieria, veicoli corazzati e jet. Senza alcuna distinzione.

“La differenza tra armi offensive e difensive non ha senso nel mio Paese, perchè ogni arma usata in Ucraina dalle forze ucraine contro un aggressore straniero è difensiva per definizione“, ha lamentato il capo della diplomazia ucraina. “Quelli che dicono che daranno armi difensive, ma non possiamo dare loro armi offensive, sono iprocriti, è un approccio ingiusto, ingiustificato”, ha rincarato.

E sul tavolo mette uno straziante compromesso: “Se ci date le armi, noi sacrifichiamo le nostre vite e la guerra sarà contenuta in Ucraina”. Nel mirino c’è in particolare la Germania “che ha la capacità e la possibilità di fare di più ma ha un processo decisionale lungo e noi non abbiamo tempo”, ha lamentato.

Apre invece a maggiori forniture, anche di armi pesanti, Stoltenberg. Ha annunciato che affronterà con gli alleati “la necessità di più sistemi di difesa aerea, armi anticarro, armi più leggere, ma anche più pesanti e molti diversi tipi di sostegno all’Ucraina”. “L’Ucraina sta combattendo la guerra difensiva. Quindi questa distinzione tra armi offensive e difensive in realtà non ha alcun significato reale”, ha spiegato.

La ministra degli Esteri della Germania, Annalena Baerbock, annuncia in risposta maggiore sostegno ma senza entrare nei dettagli: “Osserviamo da vicino con i nostri partner come possiamo sostenere l’Ucraina in futuro, in modo più intenso e più coordinato perchè hanno il diritto all’autodifesa”, ha detto ai giornalisti al suo arrivo al quartier generale dell’Alleanza.

 

Non è ancora avvenuto l’atteso ridispiegamento di massa delle forze russe in Ucraina orientale e per questo si stima che una massiccia offensiva russa sul Donbass non avvenga prima di almeno una settimana.

Alla frontiera sud degli Stati Uniti ci sono 1.700 profughi ucraini, entrati in Messico con un visto turistico e che sperano di ottenere asilo. I russi all’attacco nell’est, coprifuoco a Gostomel dove ci sarebbero 400 scomparsi.