Draghi, Macron e Scholz a Kiev da Zelensky. Il premier: “Avete il mondo dalla vostra parte”

Palazzi bombardati e anneriti. Su un edificio sventrato sventola un drappo strappato con i colori della bandiera ucraina. Intorno solo carcasse di case abbandonate e crivellate dai colpi, I leader europei arrivano a Irpin, sobborgo a nord ovest di Kiev diventato uno dei luoghi simbolo della guerra dopo l’attacco delle forze russe nelle prime fasi del conflitto e teatro di un massacro di civili.

Ad accompagnare Mario Draghi, Emmanuel Macron, Olaf Scholz e Klaus Iohannis, il capo dell’amministrazione militare della regione di Kiev e il sindaco di Irpin, che raccontano i i dettagli dell’orrore.
 

 I quattro camminano uno accanto all’altro, soprattutto Draghi e Macron, mentre Scholz si distanzia a volte dal gruppo, Iohannis segue a breve distanza. Una lunga fila di fotografie incorniciate mostra i resti della battaglia, soprattutto dettagli macabri della popolazione civile colpita. Interni di case sventrate, una bambola, scarpe spaiate, letti disfatti. I leader chiedono informazioni su quanto accaduto ma soprattutto su quello che avverrà, sulla ricostruzione, sul futuro.

 “Il mondo è dalla vostra parte”, dice Draghi, “L’Ucraina deve poter resistere e vincere” la guerra contro l’invasore russo, aggiunge Macron, “siamo al fianco degli ucraini senza ambiguità”. Di “violenza insensata” dell’esercito russo contro Irpin, dove le strutture militari erano del tutto assenti, parla il cancelliere tedesco. “Questo la dice lunga sulla brutalità della guerra di aggressione russa, che è soltanto distruzione e conquista”, aggiunge.

Le misure di sicurezza sono imponenti, ogni leader ha la sua scorta armata, a cui si aggiungono le forze di sicurezza ucraine. “Tutto questo deve essere visto e conosciuto. Vi sono grato” per la testimonianza”, aggiunge Draghi mentre percorre lentamente le strade del sobborgo ucraino. “Ma questo è un luogo di distruzione ma anche di speranza – aggiunge il premier – dalle autorità ucraine abbiamo sentito parole di dolore ma anche di speranza e di futuro. è un popolo che è stato unito dalla guerra e che puo’ fare cose che forse non avrebbe potuto fare prima”.

La visita dura circa un’ora, i quattro capi di stato e di governo si fermano a parlare con i giornalisti, poi si muovono in corteo per tornare a Kiev per incontrare il presidente ucraino Zelensky.