Draghi sente Zelensky; il governo punta a ‘sminare’ il Def

AGI – Nel giorno in cui l’Ucraina è pronta a considerare lo status di neutralità l’Italia, conferma la piena disponibilita’ a contribuire all’azione internazionale “per porre fine alla guerra e promuovere una soluzione durevole della crisi in Ucraina”. Il presidente del Consiglio oggi ha sentito Zelensky. Il nostro Paese si candida a ricoprire un ruolo di garanzia per far sì che ci siano dei passi avanti nel processo del dialogo, atteggiamento apprezzato dal presidente ucraino.

Draghi ha ribadito il fermo sostegno del governo alle autorita’ e al popolo ucraini, mentre il presidente dell’Ucraina ha lamentato il blocco da parte russa dei corridoi umanitari, la prosecuzione dell’assedio e dei bombardamenti delle città, comprese le scuole, con conseguenti perdite civili, tra cui anche bambini.

Oggi a chiedere un cessate il fuoco è stato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “La guerra in Ucraina va fermata ora, subito”, con il dialogo e le trattative – ha scandito -, perche’ “la pace e’ sempre doverosa e possibile: proprio per questo stiamo rispondendo con la dovuta solidarieta’, con l’accoglienza dei profughi, e con misure economiche e finanziarie che indeboliscono chi vuole imporre, con la violenza delle armi, una guerra che, se non trovasse ostacoli, non si fermerebbe”.

Draghi è al lavoro per rilanciare la strada del dialogo, sta lavorando ad un contatto con il presidente russo Putin ma la linea è quella di agire nel perimetro dell’alleanza atlantica.

Da qui il punto fermo sulla richiesta alla maggioranza di rispettare l’impegno preso con la Nato sull’aumento delle spese militari. E’ in corso un vertice di maggioranza per cercare di trovare una convergenza e soprattutto una posizione comune sull’ordine del giorno presentato da Fdi che ricalca il testo approvato alla Camera ma lo scoglio maggiore resta il Def che il governo punta ad anticipare.

Domani ci sarà l’incontro tra il premier e il presidente M5s Conte ma il governo potrebbe portare il tema dell’aumento della spesa al 2% del Pil direttamente nella legge di bilancio. Ovvero senza indicare una cifra sull’incremento della spesa militare. Tuttavia, l’esecutivo non intende fare passi indietro, anche se si punterà sulla gradualità.

“Gli investimenti per la Difesa – ha spiegato oggi il ministro Guerini – sono importanti e funzionali al nostro bene piu’ prezioso, la sicurezza, presupposto imprescindibile per la pace, giacche’ la capacita’ di deterrenza e’ fondamentale per preservare i valori fondamentali della nostra societa’ e le conquiste delle nostre democrazie, recentemente drammaticamente messe a repentaglio dalla sanguinosa invasione dell’Ucraina”.