Draghi si prepara per la stretta sul Covid e per la corsa sulla legge di bilancio 

AGI – Ultimi dieci giorni di fuoco per il governo prima della chiusura dell’anno. Lunedì il presidente del Consiglio Draghi incontra il Cancelliere tedesco Scholz: fari puntati sull’emergenza sanitaria ma anche sullo stato dell’economia dell’Unione europea, con sullo sfondo il tema della revisione del patto di stabilità; mercoledì il premier terrà la conferenza di fine anno per illustrare il bilancio di quanto fatto (e fare il punto soprattutto sullo stato di avanzamento del Pnrr), il giorno dopo è prevista la cabina di regia per valutare nuove misure anti-Covid e poi inizia la corsa ad approvare la legge di bilancio che finora ha avuto un percorso non poco accidentato.

Un rush finale del 2021 che i partiti della maggioranza interpreatno come le ultime mosse del premier in vista delle elezioni del presidente della Repubblica.

A preoccupare è soprattutto l’avanzata di Omicron. Al momento non c’è un elenco di misure che verranno introdotte in vista delle feste natalizie ma dovrebbe esserci comunque l’estensione del super green pass, per esempio ai trasporti locali e centri commerciali, sul tavolo anche l’ipotesi di ridurre a sei mesi il ‘timing’ di validità del certificato verde e si ragiona anche sull’obbligo di mascherine all’aperto mentre non è al vaglio la possibilità dell’obbligo di vaccini né ci sarebbe l’estensione tout court del passaporto sanitario a tutti i luoghi di lavoro, anche se la misura introdotta, per esempio, per le forze dell’ordine potrebbe contemplare nuove categorie. 

In ogni caso l’esecutivo si esprimerà sulla base dei nuovi dati e sulle indicazioni degli scienziati nella cabina di regia convocata per giovedì prossimo. Ma già nella conferenza stampa di fine anno arriverà l’invito del presidente del Consiglio Draghi agli italiani affinché mantengano la massima responsabilità e rispettino le regole anti-Covid.

Si prevede soprattutto di stringere le maglie per evitare assembramenti. Del resto già molti presidenti di Regione hanno preso l’iniziativa di vietare feste di piazza a Capodanno.

Ma con l’estensione del super green pass si punta a privilegiare in ogni caso i vaccinati. E a convincere chi non ha fatto ancora le dosi di vaccino a provvedere al più presto.

L’altra operazione che ha in mente il premier è quella di presentare il lavoro di completamento sul Pnrr con i 51 obiettivi previsti. Per poter ottenere dall’Europa la prima rata da 24,1 miliardi. Ma lo sguardo dei partiti è già rivolto al ritorno ai lavori dopo la pausa parlamentare di Natale.

Le forze politiche si dividono sull’eventualità che possa essere il premier a succedere a Mattarella. Salvini ieri ha provato a blindarlo a palazzo Chigi sulla scia di quanto sostiene da tempo Forza Italia, in primis Berlusconi.

Con la premessa che al Colle dovrà comunque andarci una figura condivisa. Oggi il ‘Capitano’ leghista ha ‘corretto’ il tiro: nessun veto nei confronti di nessuno.

Quindi neanche di Draghi. Ma nel centrodestra resta l’opzione Berlusconi. Da giorni tra gli azzurri ci si chiede se la coalizione sarà granitica sul Cavaliere alla quarta votazione. Sospetti nei confronti degli alleati, tanto che si pensa di ‘diversificare’ il voto sul nome del presidente azzurro ma oggi il coordinatore forzista Tajani si è detto convinto che l’asse FI-Lega-Fdi sarà granitico.

Ovvero se si dovesse arrivare al voto sul Colle per ‘blocchi’ e non attraverso una scelta ‘larga’ di tutti i partiti allora la scommessa sarà quella sull’ex premier. Una scommessa che il Movimento 5 stelle e il Pd non giocheranno, garantiscono i vertici pentastellati e dei dem. Il ‘piano B’ porta ad una donna (ma Salvini ha espresso dubbi, così come il Movimento 5 stelle, sul nome della Cartabia) oppure a personalità come Amato o Casini.

Tuttavia, nonostante le resistenze dei partiti della maggioranza e il pressing delle cancellerie europee che guardano al rischio di una instabilità politica, l’opzione Draghi resta sul tavolo.

Chi, eventualmente, non si opporrà a questa ipotesi è Renzi. Ieri il leader di Iv ha spiegato ai suoi che non intende certamente sbarrare la strada all’ex numero uno della Bce, qualora dovesse sul serio ambire al Quirinale.

Siamo stati noi – ha sottolineato Renzi con i fedelissimi – a volerlo a palazzo Chigi, figuriamoci se potremmo dire di no. Ma come gli altri leader anche il senatore di Firenze teme per il dopo.

Pesa l’emergenza sanitaria, il caro bollette, l’inflazione che corre. Non vorrei – ha argomentato secondo quanto viene riferito da fonti parlamentari Iv – che l’Italia passasse da primo Paese dell’anno 2021, all’ultimo del 2022. E nella e-news ha fatto notare con non poca ironia come “chi l’anno scorso gridava ‘O Conte o morte’” ora ritiene che Draghi sia insostituibile.

Oltre al centrodestra e all’ex fronte rosso-giallo che prepara una candidatura comune, si muovono proprio i centristi. L’obiettivo è fare asse in vista del voto del Quirinale. Anche se si registra una frenata sulla possibilità di un unico gruppo che comprenda, tra l’altro, Iv e Coraggio Italia.

Sono loro – ha spiegato Renzi ai suoi – che ci sono venuti a cercare. Vedremo nei prossimi giorni, ha argomentato, non caldeggiando particolarmente una eventuale accelerazione del progetto.