È boom di disdette a Pasqua, non ci sono gli stranieri  

AGI – “Stiamo assistendo a delle mancate prenotazioni sul turismo di prossimità e a delle disdette. Sarà una Pasqua in tono molto minore”. Lo ha detto il presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina, ospite di Rtl 102.5. “Le prenotazioni che avevamo registrato soprattutto nel mese di febbraio sono quasi tutte disdette. Non c’è il turismo straniero. Il turismo di prossimità quello di Italia su Italia è un tipo di turismo che prenota oggi per domani“, ha spiegato Messina.

“Abbiamo appena diffuso i dati del primo trimestre. Notiamo una piccola ripartenza, se così si può definire, ma abbiamo sedici milioni di presenze in meno, parliamo di pernottamenti. Di questi, ben dieci milioni sono rappresentati da turisti stranieri – ha detto Messina – Dopo venticinque mesi di pandemia con la crisi dell’Ucraina noi spostiamo avanti ancora una volta l’asticella della ripartenza, che ci sarà, che sarà lenta e dolorosa. È sempre più difficile fare turismo in Italia”.

“Questi due anni – ha spiegato – sono stati contraddistinti dal turismo di prossimità e chiaramente il turismo Italia su Italia ha salvato in parte quella che è la filiera del turismo. Chiaramente sarà un turismo che va alla riscoperta delle bellezze offerta dall’Italia, ma la differenza la farà il caro energia. Stanno drenando tante risorse dall’economia delle famiglie, per cui la prima cosa che si taglia è la vacanza. Oggi è un periodo di incertezza, parlare della programmazione soprattutto della vacanza è difficile. Immedesimiamoci nelle famiglie, il peso è veramente gravoso”.

“L’incertezza rende il periodo complesso e serve un piano strategico. Cosa intende fare il governo nazionale per poter far ripartire questo comparto del turismo che nel 2019 rappresentava il 13% del Pil nazionale? È necessario introdurre qualcosa di più organico e organizzato che serva da stimolo, non bastano le semplici intuizioni di un comparto importante, di un comparto pronto e attento a ricevere gli ospiti. Il turismo russo, che è un turismo che rappresenta circa sei milioni di pernottamento l’anno – ha concluso – verrà a mancare. Mancherà anche quello americano, anche quello dell’Asia orientale, è una situazione davvero complessa”.