È la Sardegna il cuore del business illegale della marijuana 

AGI – L’anno scorso è stato intercettato in Sardegna il 28% della droga – quasi tutta marijuana – sequestrato in tutta Italia: ben 23,7 tonnellate, in un numero crescente (dal 2011, con un calo durante la pandemia) di operazioni antidroga condotte nell’isola. Una quantità abnorme, che equivale a quasi due tonnellate di stupefacenti ogni 100 mila residenti fra i 15 e i 74 anni, un inquietante record nazionale.

A conferma di un fenomeno sempre più preoccupante, uno dei sequestri più significativi del 2021 è avvenuto a Macomer, nel Nuorese, dove sono stati sottratte al mercato nero 4,2 tonnellate di marijuana. In pratica, poco più del 50% dei sequestri di questo tipo di droga l’anno scorso in Italia è avvenuto in Sardegna, dove sono state scoperte numerosissime coltivazioni, segno che l’isola è ormai il cuore del business illegale della marijuana.

Il numero di piante di cannabis sequestrate nell’isola è un altro record nazionale: oltre 90 mila, il 30% del totale, numero che si traduce in circa 7.500 piante ogni 100 mila residenti fra i 15 e i 74 anni.

I dati, contenuti nella Relazione annuale al parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia presentata lo scorso giugno dal Dipartimento Politiche Antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri, concorrono a spiegare perché il 26 luglio scorso a Cagliari la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese abbia annunciato l’imminente apertura in Sardegna di una sezione della Dia, la Direzione investigativa antimafia. A ottobre dovrebbe essere operativa a Cagliari, in un edificio in allestimento al porto, al Molo Ichnusa.

Legami malavita locale-narcotraffico

Le dimensioni allarmanti del fenomeno, a volte ‘schermato’ da presunte attività di coltivazione legale di canapa sativa, sono da tempo ben chiare anche alla magistratura, tanto che all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2022 il traffico di droga era stato indicato come una delle principali attività illecite in Sardegna.

Da anni ormai la malavita locale ha stretto legami con gruppi criminali specializzati nel narcotraffico nazionale e internazionale, aveva segnalato la procuratrice generale facente funzioni, Gabriella Pintus, nella sua relazione. A ospitare vaste piantagioni di marijuana e canapa indiana, destinate anche al mercato extraregionale, sono soprattutto le zone interne dell’isola.

Non solo marijuana

Nel 2021 inoltre, sono stati sequestrati in Sardegna quasi 65 chili di hashish e 5 chili di sostanze sintetiche in polvere.

Il numero di persone denunciate ogni anno per reati droga-correlati oscilla fra le 1.000-1.200, comunque elevato in proporzione al numero di abitanti fra i 15 e i 74 anni e più alto della media nazionale. È significativo anche il numero di denunce (oltre 90) verso minorenni ogni 100 mila residenti della fascia d’età 14-17 anni, tutt’altro che invidiabile record nazionale condiviso con la Liguria.

Le denunce

Non sono allarmanti come in altre regioni, ma nell’isola si sono registrate l’anno scorso ben 292 denunce per reati collegati alla cocaina e al crack, 72 per l’eroina e ben 553 per la marijuana. In tutti i casi, la maggioranza riguarda uomini.

Inoltre, la Sardegna è in cima alla classifica, in proporzione al numero di abitanti, per quantità di persone (quasi 8.500) coinvolte nei procedimenti penali pendenti per reati di produzione, traffico e detenzione illeciti di droga, assieme a Calabria e Basilicata. Nelle carceri di Marche, Basilicata, Sardegna e Valle d’Aosta si registrano le quote più consistenti di detenuti per questo tipo di reati. Nell’isola, al 31 dicembre scorso, erano 775 su un totale di 1.968, pari quasi il 40% del totale.

I tossicodipendenti

La Regione Sardegna dispone, nell’assessorato alla Sanità, di un Osservatorio sulle Dipendenze, istituto presente in altre sette regioni italiane. A fine 2021 erano 3.355 i pazienti con problemi di dipendenze (il 70% per abuso di oppiacei) trattati dai Serd dell’isola, ai quali si sono aggiunti 83 nuovi ingressi, una percentuale del 2,4%, la più bassa d’Italia.

La maggior parte degli utenti ha più di 40 anni, mentre oltre oltre la metà dei nuovi ingressi è in trattamento per uso primario di cocaina.

L’anno scorso per droga sono morte nell’isola 20 persone, fra le quali due donne Nelle carceri sarde i detenuti stranieri tossicodipendenti a fine 2021 erano un centinaio. In quell’anno oltre la metà delle persone entrate nei penitenziari dell’isola erano tossicodipendenti: il 55% dei 374 nuovi ingressi.