Edith Bruck: “È possibile che l’uomo non abbia imparato niente?”

AGI – “È triste, desolante. Ci sono sempre stati i conflitti dopo la Seconda guerra mondiale, soltanto che erano lontani. Adesso la lontananza non c’è, è tutto vicino a noi, è tutto riflesso nella nostra vita, sia individuale che come paese, come mondo è una cosa tragica. Nulla cambia”.

Lo ha affermato Edith Bruck a margine dell’incontro promosso ad Assisi in vista della Giornata dei Giusti. Mille studenti ad ascoltare la scrittrice, testimone della Shoah, intervistata da Simona Sala, direttore del Tg3 e da Marina Rosati, responsabile del Museo della Memoria.

“La pace si costruisce avvicinando e rispettando gli altri, di qualsiasi fede o colore siano, senza pregiudizi. Senza odio. Ormai l’odio è sparso in tutto il mondo, in tutta Europa. Siamo preoccupati perché succede troppo vicino a noi, ma ci riguarda anche quello che accade in Afghanistan o in Pakistan”.

“Che cosa sta accadendo nel mondo? Non trova pace l’uomo, forse prima deve trovare pace in sé stesso e poi pacificarsi con il prossimo. Non so cosa pensare, è molto triste soprattutto per i giovani. Tocca a loro, che vadano fuori, manifestino, non tacciano perché il futuro è loro”.

Edith Buck

“Quello che ho fatto, faccio e farò io qualcosa ha cambiato, però io ho solo il potere di parlare ai ragazzi nelle scuole, raccontare. Adesso è in gioco l’Europa. L’uomo non ama sé stesso, più uccide più muore dentro. Non concepisco questa guerra senza senso. Prima d’incontrarsi per discutere avrebbero dovuto decidere una tregua. Così parlano di pace e intanto ammazzano la gente” ha aggiunto ancora Bruck.

“Il problema è che non conta la vita umana. Non capiscono che stanno buttando la cosa più preziosa – ha ribadito ancora – È possibile che l’uomo non abbia imparato niente? Ripete gli stessi errori, è desolante, un dolore enorme per me che ho vissuto la guerra peggiore”.

“Non è bastato il Covid, tutti quei morti e adesso si continua a uccidere”, ha concluso la scrittrice. Il 17 giugno scorso insieme agli altri sopravvissuti italiani alla Shoah è stato insignita della cittadinanza onoraria di Assisi.