Emilia-Romagna, resta l’allerta rossa in molte zone. È scontro sul commissario

AGI – Aumenta il pressing soprattutto da parte del Pd e degli amministratori locali dem affinché venga scelto come commissario sull’alluvione in Emilia-Romagna il presidente della Regione Bonaccini. Il governo ribadisce che il tema non è sul tavolo, “al momento opportuno, adesso serve affrontare il tema emergenza”, sottolinea il vicepremier e ministro degli Esteri Tajani. 

“Trovo poco interessante e poco edificante il dibattito su chi sarà il commissario, a me interessa che i soldi arrivino a destinazione e che vengano spesi bene e presto”, sottolinea il responsabile il responsabile per i rapporti con il Parlamento, Ciriani, “se ne parlerà più avanti. Ce ne occuperemo quando il Cdm deciderà in maniera ufficiale“.

Si rafforza l’ipotesi del tecnico (tra i nomi quello dell’attuale capo della protezione civile Curcio), ma nell’esecutivo la priorità è legata allo stanziamento delle risorse. I due miliardi? “Serviranno altri interventi”, dice il ministro per le disabilità Locatelli. Il presidente della Repubblica, Mattarella, visiterà martedì le zone colpite dal maltempo.

“Tanti ci stanno cercando per chiedere come dare una mano: venite in vacanza qui, ci sono tutte le condizioni per una formidabile stagione”, ha detto il presidente dell’Emilia-Romagna Bonaccini.

Il tema scottante del Pnrr

Lo scontro tra le forze politiche è soprattutto sul Pnrr. È in arrivo in Parlamento la relazione semestrale con la quale si chiuderà il governo punta a chiudere la ‘fase 1’ del piano nazionale di ripresa e resilienza. Il ministro Fitto ha convocato nei giorni scorsi la cabina di regia per mercoledì prossimo. I ministri hanno inviato le osservazioni sulle criticità per la relazione semestrale che sarà una sorta di ‘due diligence’ sul lavoro svolto finora, una fotografia della situazione.

Nella fase successiva si completerà il lavoro di modifica del piano con i dicasteri che stanno facendo pervenire le proposte al responsabile del dossier. L’esecutivo punta a presentare alle Camere un documento dettagliato e, intanto, ha invitato tutte le parti in causa “a un approccio costruttivo”.

Con una nota il ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr ha replicato alle osservazioni della Corte dei Conti. sull’attuazione del Piano nazionale di ripresa. “L’attuazione del Pnrr e’ una sfida per tutto il Paese, come ci ricorda sempre il presidente Mattarella. Serve un approccio costruttivo da parte di tutti, affinche’ i progetti si realizzino e si rendicontino in modo adeguato”, sottolinea Fitto.

“Ognuno – il suo appello – deve contribuire in maniera proattiva al raggiungimento dell’obiettivo comune: realizzare interamente il Piano, ammodernare il Paese e renderlo competitivo. Quindi tutti dobbiamo lavorare, soprattutto tra istituzioni, privilegiando la prudenza e il confronto preventivo”. Ed ancora: “Sarebbe auspicabile un approccio costruttivo della Corte dei Conti, che potrebbe supportare tutti i soggetti attuatori nella fase di rendicontazione, di campionamento, e di verifica del raggiungimento dei risultati, elaborando format, sistemi di autocontrollo che semplificherebbero i compiti dei singoli soggetti attuatori”.

“In tal senso, quindi, i controlli non si sovrapporrebbero e il sistema sarebbe in grado di rispondere più efficacemente alle richieste europee. Lavorare insieme, lavorare costruttivamente, lavorare bene”. La ‘querelle’ è sul tema dei controlli preventivi. “Per quanto riguarda le spese del 2023 – la sottolineatura del ministro – l’effettiva rendicontazione è subordinata all’avvio dei lavori dei circa 110 miliardi di opere pubbliche che, secondo i cronoprogrammi del Pnrr, inizierà nel corso del 2023. Pertanto, solo dopo l’avvio dei lavori sara’ possibile rendicontare gli stati di avanzamento e quindi si verificherà un conseguente aumento della spesa effettivamente sostenuta”.

Il Pd attacca: “È inaccettabile che il governo ogni volta che riceve una critica da un’autorità indipendente, da un ufficio studi e ora dalla magistratura contabile, reagisca con una pericolosa intolleranza”, l’affondo del capogruppo dem al Senato, Boccia. “Non vorremmo che il governo pensasse di limitare o condizionare un organo indipendente. Sarebbe una deriva pericolosa e inquietante”, afferma la senatrice Malpezzi.

Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Bonelli giudica “gravissimo l’affondo del ministro Fitto contro la Corte dei Conti”. “I ritardi sono colpa del governo”, osserva il deputato Pd De Luca. “Basta con il gioco delle tre carte”, sottolinea O.Napoli di Azione. “È necessaria una operazione di puro realismo. Significa che faremo quello che si puo’ realizzare e non faremo quello che non si può realizzare e che non è utile”, rimarca il ministro per i rapporti con il Parlamento, Ciriani.