Gelato artigianale: la sfida al mercato italiano degli argentini di Lucciano’s

AGI – Sfida argentina nella patria del gelato made in Italy. Lucciano’s, premiata catena di gelaterie nata nel 2011 a Buenos Aires, è approdata a Roma in via delle Muratte 76, pieno centro storico, a pochi passi dalla felliniana Fontana di Trevi della “Dolce vita”. È la prima tappa europea, sessantesimo punto vendita nel mondo – 55 solo in Sud America – 700 dipendenti complessivi.

È l’ultima catena in ordine di tempo a lanciare il guanto di sfida su un mercato, quello del gelato artigianale, già presidiatissimo e dove da anni a contendersi il primato nei cuori dei romani (e degli italiani) ci sono già decine di brand affermati e di piccoli esercenti di quartiere.

Lucciano’s nasce dall’idea di Daniele e Christyian Otero, padre e figlio argentini con origini italiane. Gli Otero sottolineano questo concetto: “Siamo una gelateria nata in Argentina, ma il cuore, l’essenza, è made in Italy”.

La tradizione italiana del gelato è rispettata nella scelta delle materia prime, tutte di altissima qualità che provengono dal territorio dello Stivale: pistacchi siciliani di Bronte, nocciole del Piemonte, con però l’aggiunta di alcuni ingredienti tipici della cucina argentina come il “dulce de leche”, che è un po’ il marchio di fabbrica della ditta, spiega lo store manager Giuseppe, e che null’altro è che un caramello, fatto con panna e zucchero che dà vita ad una sorta di crema mou tipica dell’Argentina, “un gusto che non si trova da altre parti”.

I gusti disponibili sono tuttavia 26 per la tipologia in vaschetta, poi c’è una selezione di “stecchi” chiamati “icepops”, ghiaccioli e gelati a forma di Colosseo, dei più svariati sapori. Con una personalizzazione del prodotto: a Roma, il gelato è impilato su uno stecco di legno a forma di Colosseo in sei versioni dai gusti diversi (fragola, mango, limone, nocciola pistacchio, arachide), la cui immagine su Instagram va per la maggiore (a NYC lo stecco è a forma di Statua della Libertà). Grande l’attenzione alle materie prime senza badare a spese per l’acquisto dei prodotti, come detto, esclusivamente italiani. Ciò che incide di conseguenza sul prezzo dei gelati: gli “icepops” vanno dai 3,80 ai 5,50 euro, ma in America ci tengono a precisare i Lucciano’s, padre e figlio, si parte dagli 8 dollari in su.

Ai Lucciano’s le ambizioni non mancano: dopo Barcellona pensano di inaugurare un punto vendita anche a Malaga mentre già stanno pensando ad un secondo punto a Roma per poi volare a Milano, Firenze e allestire una base a Londra.

Molta l’attenzione dedicata al marketing e all’immagine. La qualità del gelato si promuove grazie a internet, Instagram, ai social che di post in post rilanciano l’affidabilità del marchio mentre gli arredi di design personalizzati e diversi da locale a locale creano l’ambiente e la sua identità con un servizio informale ma assolutamente impeccabile in un’ atmosfera conviviale: linguaggio ultramoderno, pop e giovanile, locale divertente che rende “stanziale” anziché da “passeggio” il consumo del gelato, le cui caratteristiche organolettiche derivano sempre dalla scelta delle materie prime, con un latte di provenienza laziale.

In poco tempo Lucciano’s è diventato un impero dalle dimensioni internazionali: da Buenos Aires si espande negli Stati Uniti, conquista Barcellona e s’insedia a Roma da dove si prefigge di muovere alla conquista del mercato europeo del gelato.