I partiti chiedono subito misure a Draghi. Resta lo scontro sul catasto

AGI – Mentre infuria la guerra in Ucraina i partiti si appellano a ‘Super Mario’. “Ci vuole un colpo” dei suoi, dice l’azzurro Valentini durante un question time nel quale emerge la spinta di tutte le forze politiche affinché si mettano a terra subito misure a sostegno delle famiglie e delle imprese. La preoccupazione è comune, si teme che nel giro di poche settimane ci possano essere manifestazioni di piazza da parte delle categorie in difficoltà.

La richiesta, quindi, è di agire subito contro il caro bollette e il caro carburante, di chiedere all’Europa di allargare le maglie sulle regole. E Draghi, dopo aver elencato tutti i provvedimenti varati dall’esecutivo, non si sottrae. “C’è ancora molto da fare”, afferma, assicurando che l’esecutivo si muoverà per difendere il potere di acquisto delle famiglie e la competitivita’ delle nostre imprese, “ma forse sarebbe meglio dire la sopravvivenza”.

Il presidente del Consiglio fa il punto soprattutto sul tema energia, spiegando che si porterà avanti una linea di fermezza contro la federazione russa, ma aggiungendo che le sanzioni devono essere sostenibili. E dunque domani al tavolo dei leader Ue, nel vertice di Versailles, il premier punterà a pressare l’Europa a dare il via libera a un programma comune in virtù del momento di guerra.

Un momento che deve portare a rivedere le regole di bilancio che erano inadeguate già prima del conflitto in Ucraina e a sgombrare il campo anche da tutti gli impedimenti burocratici che possono portare a rallentamenti nella risposta da dare. L’obiettivo principale è quello di completare in tempi rapidi il piano di indipendenza dal gas russo – c’è anche un’apertura sul nucleare, è possibile che entri in funzione il primo prototipo di reattore a fusione nel 2025-28 – mentre sulle misure da approntare l’esecutivo intende agire nel solco delle iniziative dell’Unione europea. La crescita verra’ indebolita dalle conseguenze del conflitto, da qui la necessità che Bruxelles intervenga.

Ma la priorità è quella di “mantenere una politica di bilancio prudente, che non implica nuove misure permanenti di spesa corrente”. Insomma, ci potra’ essere un nuovo scostamento di bilancio, ma mentre i partiti puntano ad agire subito (“Non possiamo aspettare maggio”, dice un capogruppo della maggioranza”), l’esecutivo resta cauto.

Le prime valutazioni arriveranno con il Def e anche la richiesta di rivedere il Pnrr viene considerata prematura. In ogni caso il presidente del Consiglio indica la strada: “Noi faremo di tutto a livello nazionale per poter rispondere alle esigenze, ma chiaramente questo è un problema, è una crisi, è un’emergenza europea e ha bisogno di una risposta europea”.

Altra priorità dell’Europa è gestire i flussi dei profughi arrivati dall’Ucraina. “A oggi sono 23872 principalmente dalla frontiera italo-slovena, oltre il 90 per cento sono donne e bambini”, si tratta di “una crisi umanitaria senza precedenti”. I partiti accolgono con favore le parole del premier, concordano soprattutto sulla sua intenzione di pressare l’Europa.

Ma i nodi restano, in primis quello sulla riforma del catasto. La maggioranza si è data un metodo, per evitare nuovi scontri ci saranno incontri tra le forze politiche e il governo. In modo da avere un piano dei ‘desiderata’ dei partiti sulla delega fiscale. Ma la frattura che si è determinata con il braccio di ferro sull’articolo 6 rischia di non ricomporsi perchè le spinte sono contrapposte.

Il centrodestra insiste sulla flat tax, nel governo si mettono le mani avanti, “non ci sono soldi”, afferma una fonte dell’esecutivo. Mentre FI, Lega e Fdi si preparano alla battaglia in Aula, anche in vista delle amministrative (il partito azzurro ha già preparato i manifesti della campagna elettorale per sottolineare l’intenzione di “difendere la casa degli italiani”), Draghi fa sapere di non volere trattare su questo punto.

La mappatura degli immobili “non portera’ ad un aumento della pressione fiscale”, assicura. Con una risposta che irrita Fratelli d’Italia, perchè il presidente del Consiglio fa due premesse: la prima è che, a suo dire, questo governo ha conquistato credibilità, non puo’ essere certo tacciato di volere piu’ tasse; la seconda è che “questo governo non è certo nato per stare fermo”.