Il boom di cancellazioni agli eventi di Natale in Gran Bretagna

AGI – ‘Corre con una velocità senza precedenti la variante Omicron del Covid-19 in Gran Bretagna e adesso, pur senza alcuna regola che lo imponga, è la gente che cancella i party e gli incontri prenatalizi nel tentativo di ‘salvare’ il Natale vero e proprio. Per arginare i contagi, il governo ha voluto l’uso obbligatorio delle mascherine nei trasporti pubblici e negli spazi pubblici chiusi, ma non ha imposto restrizioni, per esempio nei limiti al numero di persone per ristoranti o bar.

Tuttavia, la situazione epidemiologica ha causato massicce cancellazioni degli eventi collegati alle feste di Natale e un calo delle presenze di spettatori a teatri e cinema; l’impatto è così pesante per questi settori in un periodo cruciale dell’anno, che adesso il settore dell’ospitalità chiede aiuti finanziari urgenti al governo.

La Gran Bretagna ha registrato mercoledì 78.610 nuovi casi di contagio, il record giornaliero dall’inizio dell’epidemia (10mila in più del record, 68.053, fissato a gennaio). Non sono state annunciate nuove restrizioni ma il premier, Boris Johnson, ha esortato tutti a essere prudenti anche perché Chris Whitty, chief medical officer in Inghilterra, ha avvertito che nei prossimi giorni saranno superati altri record e che i casi Omicron potrebbero raddoppiare ogni due giorni in alcune parti del Paese.

E adesso sono milioni di britannici che hanno annullato i loro piani in modo da poter vedere almeno la famiglia il giorno di Natale: a Londra cancellati una serie di spettacoli nel West End (Hamilton, il musical super-gettonato- ha chiuso del resto su entrambi i lati dell’Atlantico), quasi tutti i 90 ristoranti della zona hanno subito cancellazione, meno affluenza nei pub.

Da lunedì Johnson ha spinto l’acceleratore sulla campagna di vaccinazione, o meglio sulla terza dose: il governo punta a garantire la dose di rinforzo a tutti gli adulti entro la fine di dicembre, un obiettivo che richiederebbe la somministrazione di un milione di dosi al giorno. Martedì hanno ricevuto la terza dose circa 650mila persone, anche quello un record.