Il caso del corso di Paolo Nori su Dostoevskij all’università Bicocca

AGI – L’Università Bicocca di Milano ha annullato il corso che Paolo Nori avrebbe dovuto tenere nell’ateneo sull’autore russo Fedor Dostoevskij, poi, di fronte all’ondata di polemiche scatenate dall’annuncio dato dallo scrittore, ci ha ripensato e ha confernato il seminario. 

“Sono arrivato a casa e ho aperto il pc e ho letto una mail che arrivava dalla Bicocca. Diceva ‘Caro professore, stamattina il prorettore e la didatticca mi hanno comunicato la decisione presa con la rettrice di rimandare il percorso su Dostoevskij. Lo scopo è evitare ogni forma di polemica soprattutto interna in quanto è un momento di forte tensione'” ha raccontato su Instagram Nori, che nel 2021 ha pubblicato il libro ‘Sanguina ancora. L’incredibile vita di Fedor M. Dostoevskij’.

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— Milano-Bicocca (@unimib)
March 2, 2022

Nori appare molto commosso e prosegue: “Il corso sui romanzi dell’autore russo doveva cominciare mercoledì e prevedeva quattro lezioni. Mi avevano invitato loro. Trovo che quello che sta succedendo in Ucraina sia una cosa orribile e mi viene da piangere solo a pensarci. Ma quello che sta succedendo in Italia oggi, queste cose qua, sono ridicole: censurare un corso è ridicolo. Non solo essere un russo vivente è una colpa oggi in Italia ma anche essere un russo morto che, quando era vivo, nel 1849, è stato condannato a morte perché aveva letto una cosa proibita, lo è. Che un’università italiana proibisca un corso su un autore come Dostoevskij è una cosa che io non posso credere”.

“Assurdo” è il commento delle esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione cultura al Senato Danila De Lucia, Michela Montevecchi, Orietta Vanin, Loredana Russo e Mariolina Castellone che parlano di un “insensato tentativo di censura all’interno di una università italiana. Quanto sta avvenendo in Ucraina è ingiustificabile, tragico e terribile, ma non si combatte con la censura della cultura russa e di uno dei più grandi scrittori e pensatori di tutti i tempi come Dostoevskij”.

Da parte sua Matteo Renzi definisce “folle” proibire di studiare Dostoevskij come misura “contro Putin”. “In questo tempo bisogna studiare di più, non di meno: in Università servono maestri, non burocrati incapaci”. Il leader di Italia viva ha annunciato un’interrogazione parlamentare alla ministra dell’Università Maria Cristina Messa sulla vicenda.

“La cultura è l’antidoto più potente contro la guerra e la violenza. Fermare la cultura è una scelta stupida e violenta” ha scritto su Twitter il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, vicepresidente della commissione cultura di Montecitorio

Il corso si terrà, ma certo qualcosa non torna: “qualcuno lì ha sbagliato“, ha detto il sindaco di Milano Beppe Sala. “La rettrice della Bicocca, che ho sentito al telefono, mi ha detto che le cose non stanno così, che non è stato cancellato nessun corso – ha spiegato il sindaco – ma ritengo sia un errore cancellare un corso del genere”