Il caso Petrocelli resta un caso aperto

AGI – Vito Petrocelli, presidente della commissione Esteri del Senato, non si dimette dal suo incarico. Lo ha comunicato ai giornalisti lo stesso esponente del Movimento 5 stelle, al termine di un ufficio di presidenza che si è protratto ieri per quasi due ore. A chiedergli di lasciare sono stati Fratelli d’Italia, con Adolfo Urso, e Italia viva, con Laura Garavini, anche se le altre forze politiche, seppur indirettamente, si sono associate, lasciando allo stesso Petrocelli la responsabilità di procedere in tal senso.

Polemica ha suscitato anche l’intervento del capogruppo M5s in commissione, Ginaluca Ferrara, che avrebbe parlato di attaccamento alle poltrone, secondo alcuni dei presenti, da parte dei commissari. Il presidente del Movimento, Giuseppe Conte, ha spiegato, come già anticipato all’AGI dalla capogruppo, Mariolina Castellone, che nei confronti di Petrocelli – che ha votato contro la risoluzione del Parlamento, seguita alle comunicazioni del premier Mario Draghi sulla crisi Ucraina – non ci saranno sanzioni. Non si trattava, ha sottolineato lo stesso Petrocelli, di un voto di fiducia che, in passato, ha portato all’espulsione dal Movimento di quanti si sono espressi contro.

A rivedere la giornata alla moviola, è stato Conte, di prima mattina, a confermare: “In aula ha esercitato questo voto di coscienza, me lo aveva anticipato. Non ci sarà alcun provvedimento”. “Semplicemente imbarazzante. Chi continua a volere Conte come alleato, rifletta”, rilancia subito Marco Di Maio di Italia viva.

“Come confermato dal Tribunale di Napoli l’elezione di Giuseppe Conte alla presidenza del Movimento 5 stelle è al momento illegittima. Pertanto Conte non può sanzionare il Presidente della commissione esteri che ha votato contro la risoluzione unitaria votata da tutto il Senato per garantire aiuti militari e umanitari al popolo Ucraino.

La verità è che Conte al momento non può sanzionare nessuno” osserva la collega di partito, Elvira Evangelista. “Ho sviluppato in questi giorni una lunghissima riflessione, personale e politica” anche nei confronti del presidente Giuseppe Conte.

“Ho deciso che le dimissioni” da presidente della commissione Esteri “non sono il gesto adatto a chiudere questa mia esperienza”, ha detto, per parte sua, Vito Petrocelli, rispondendo ai giornalisti. Il voto contrario sulla risoluzione presentata a seguito delle comunicazioni del premier, Mario Draghi, sul conflitto in Ucraina “non è stato un voto di fiducia, ma è valso a ricordare quanto sia importante l’articolo 11 della Costituzione e i principi del M5s”, ha spiegato. “Il mio lavoro imparziale di questi anni non verrà meno“, ha aggiunto.

“Oggi si è tenuto l’ufficio di presidenza della Commissione Esteri e, come sostenuto da giorni dal M5s, si è deciso di interrompere tutte le modalità previste dal protocollo con l’omologa commissione esteri di Mosca”, ha dichiarato Gianluca Ferrara, capogruppo M5s in commissione Esteri del Senato.

“L’aggressione di Putin all’Ucraina non ha alcuna giustificazione geopolitica, mutare il perimetro territoriale di uno Stato sovrano è inaccettabile nell’Europa del XXI secolo. Si è altresì analizzata la proposta di dimissioni di Petrocelli avanzata da alcuni esponenti della Commissione. Io credo che Petrocelli abbia adempiuto con imparzialità al suo ruolo, tanto da non votare mai sebbene ne abbia diritto. Ho chiesto ai commissari: ‘Petrocelli ha svolto in questi 4 anni il suo ruolo in maniera imparziale? Ha sempre coinvolto tutti?’ Tutti hanno convenuto che è sempre stato superpartes. Non vorrei che certe pretese nascano, come nel caso del senatore Lucidi, dal desiderio di ricoprire il ruolo di presidente allorquando dovesse dimettersi Petrocelli. Come di consueto era assente il commissario Salvini. Mi domando oggi come si sarebbe sbizzarrita certa stampa di destra se fosse stato il nostro Giuseppe Conte a sfoggiare sorridente nella piazza rossa di Mosca la T-shirt con l’effige di Putin e, per anni, proferire parole inequivocabili di apprezzamento nei suoi confronti”, ha notato.

“Esprimo solidarietà per la senatrice Garavini che a seguito della richiesta di dimissioni del presidente Petrocelli e’ stata accusata di volersi insediare al suo posto, dal capogruppo 5 Stelle Ferrara. Insieme ad altri membri della commissione abbiamo subito stigmatizzato l’Intervento definendolo offensivo”, ha invece chiosato in serata il senatore della Lega, Stefano Lucidi.