Il Covid blocca 20 aziende quotate in Borsa in Cina

AGI – La pandemia di Covid colpisce l’apparato produttivo di una delle aree più avanzate della Cina, la provincia orientale dello Zhejiang, dove almeno venti aziende quotate in Borsa hanno sospeso la produzione per contenere la diffusione del virus. Lo Zhejiang, uno degli hub manifatturieri del Paese asiatico, è la provincia che conta per il maggiore numero di contagi di trasmissione interna: nella giornata di oggi sono 44 dei 51 registrati a livello nazionale, su un totale di 76 nuovi casi confermati, in calo rispetto ai 101 di ieri. 

Intanto, sempre ieri è stato registrato a Tianjin il primo caso di variante Omicron nel Paese, identificato in un viaggiatore proveniente dall’Europa, secondo quanto riportato oggi dal tabloid Global Times: un nuovo contagio Omicron si è registrato oggi a Guangzhou, nel sud-est della Cina.    

Oltre ai venti impianti industriali, citati dall’agenzia Reuters, oltre cinquantamila persone sono state sottoposte a quarantena e diversi voli ed eventi sono stati cancellati per contenere la diffusione del virus. Le città di Shaoxing, Hangzhou e Ningbo – che aveva chiuso un terminal del porto la scorsa estate dopo un caso positivo al Covid-19, provocando ritardi nelle operazioni e colli di bottiglia logistici – hanno assistito a una diffusione “relativamente rapida” del virus, secondo quanto affermato dalle autorità locali nel fine settimana, e nello Zhejiang, dove vivono 64,4 milioni di persone, si contano 217 contagi confermati dal primo contagio a livello locale, registrato il 6 dicembre scorso.    

La Cina mantiene una rigida politica di “contagi zero” che ha avuto ripercussioni sull’economia, contribuendo alla frenata del terzo trimestre, quando il prodotto interno lordo è cresciuto del 4,9% su base annua, risentendo anche della crisi energetica e del debito del settore immobiliare.