Il fallimento del Catania calcio con effetto immediato

AGI – Finisce a tre giornate dalla conclusione del campionato di Lega Pro, il futuro del Catania calcio. Il giudice fallimentare del tribunale di Catania con un secco comunicato di tre righe ha fatto sapere che è stato cessato l’esercizio provvisorio del club rossazzurro. Di fatto gli etnei non torneranno più in campo e non si disputerà domani la gara con il Latina.

Il tribunale, dopo avere chiesto un aiuto economico alla Figc e alla Lega Pro e incassato il secco no da parte degli organi federali sportivi, oggi ha deciso la fine societaria del Catania calcio matricola 11.700. Ieri era uscito di scena l’imprenditore laziale Benedetto Mancini che aveva partecipato alla base d’asta fallimentare per rilevare il ramo d’azienda legato alla parte sportiva del club rossazzurro. La decadenza per “inadempimento di pagamento integrale del corrispettivo”.

Il Calcio Catania è un club glorioso, nato nell’anno dell’Inter e più volte ‘rinato’ dalle sue ceneri, capace nei suoi anni migliori di battere gli squadroni del Nord come nella partita del 1961 passata alla storia per il “clamoroso al Cibali” di Sandro Ciotti. Era il 1908 quando l’Associazione Sportiva pro Educazione Fisica di Catania prese parte ai primi tornei amatoriali con la sua sezione calcistica.

Solo negli anni ’20 iniziò a competere nei campionati ufficiali e negli anni ’40 fu rifondata come Societa’ Sportiva Catania, che inglobava diverse realtà amatoriali. Poi arrivò lo scioglimento per la Seconda guerra mondiale.

Il nuovo Calcio Catania viene quindi fondato ufficialmente nel 1949 e riparte dalla Serie C. In soli tre anni arriva alla Serie B. Dopo alcune fugaci apparizioni nella massima serie, tra il 1960 e il 1966 il club dell’Elefante è stabilmente in Serie A e nel 1961 arriva la vittoria sull’Inter (ai nerazzurri costò lo scudetto) immortalata dalla radio con il “Clamoroso al Cibali”.

Di lì a poco iniziò l’era del ‘Presidentissimo’, Angelo Massimino, il patron più longevo del club a cui è ancora dedicato lo stadio della squadra. Massimino è stato presidente del Calcio Catania in tre periodi diversi: dal 1969 al 1973, dal 1974 al 1987 e dal 1992 al 1996, anno della sua morte. Anche se in quel periodo il club ha navigato più in B che in A, i tifosi restano legatissimi alla sua figura.

Negli anni ’90 arrivò la retrocessione fino alla serie d’Eccellenza per le inadempienze finanziarie ma dopo le tre promozioni in tre anni che riportarono il club in C1, nel 1996 Massimino morì in un incidente stradale e la società passò ai fratelli Gaucci.

Nel 2006, sotto il nuovo presidente Antonio Pulvirenti , il Catania torna in A. Nella prima stagione si salva all’ultima giornata ma in quella successiva si salva agevolmente e approda alla semifinale di Coppa Italia. Nel 2008-2009 arriva il record di punti ottenuti in serie A con Walter Zenga e poi, sotto Sinisa Mihajlovic l’anno successivo, chiuderà a 45 punti battendo la Juventus a Torino e l’Inter del Triplete per 3-1.

Sulla panchina etnea si succedono altri allenatori prestigiosi, da Diego Simeone a Vincenzo Montella fino a Rolando Maran che chiede all’ottavo posto con il nuovo record dei 56 punti, anche grazie alle magie di Ciccio Lodi e Giuseppe Mascara e soprattutto della folta colonia argentina (Spolli, Izco, Barrientos, Bergessio e Gomez).

La seconda decade degli anni 2000 segna un inesorabile declino: dopo una sola stagione in Serie B, nel 2014-2015, il Catania si ritrova per diverse stagioni in C, per poi precipitare in Lega Pro. Nella stagione 2019-2020 emergono problemi finanziari per la proprietà Pulvirenti, la cui holding Finaria viene dichiarata fallita.

Una cordata di imprenditori, nota come SIGI, acquista il club dal Tribunale di Catania, ma nel dicembre 2021 il Calcio Catania SPA viene dichiarato fallito. In questi giorni, poi, un tribunale ha disposto “la cessazione dell’esercizio provvisorio” che significa la fine del suo campionato di Lega Pro e una pagina amara per il calcio siciliano e per quello italiano. La classifica sarà riscritta visto che saranno annullati tutti i suoi risultati con ripercussioni notevoli sulla graduatoria: il Bari è comunque già promosso in B, ma il Catanzaro da secondo diventa quarto e in fondo la Vibonese può riuscire a giocare i playout.