Il giorno della resa dei conti nel M5s

AGI – Il M5s si prepara alla resa dei conti in una riunione del Consiglio nazionale convocata per domenica. A scompaginare il Movimento è una bozza di risoluzione cui stanno lavorando una parte dei senatori pentastellati e che in vista del voto che si terrà in Aula a palazzo Madama martedì prossimo impegna il governo “a non procedere a ulteriori invii di armamenti” in Ucraina. Un testo che rischia di far deflagrare la maggioranza (e i 5 stelle).

Il nodo dell’invio di armi resta un tema bollente, che mette in allarme le altre forze di governo, con il rischio che al Senato, dove gli equilibri numerici sono più fragili, si possa andare alla conta. Proprio per evitare questo scenario, il sottosegretario agli Affari europei Enzo Amendola ha riunito la maggioranza con l’obiettivo di arrivare a una risoluzione condivisa.

L’esistenza di un documento alternativo preoccupa il ministro degli Esteri, al centro di un aspro confronto tutto interno al Movimento. “Un presidente del Consiglio che deve andare a un tavolo europeo cosi’ importante deve avere il Paese dalla sua parte, deve avere la coalizione di maggioranza compatta dalla sua parte e aggiungerei anche l’opposizione”, dice Di Maio. Che poi mette in guardia: “Ho letto che c’è una parte dei senatori M5s che avrebbero proposto una bozza di testo della risoluzione che di fatto ci disallinea dall’alleanza Nato e dall’Ue. La Nato è un’alleanza difensiva e se ci disallineiamo dalla Nato mettiamo a repentaglio la sicurezza dell’Italia, non ce lo possiamo permettere”.

Parole cui replica Riccardo Ricciardi, vice presidente del Movimento cinque stelle, secondo cui il ministro, parlando di rischio per la sicurezza nazionale in caso di un posizionamento grillino critico verso Draghi sull’Ucraina, ha rivolto “un attacco strumentale”.

“Personalmente ritengo che occorra prendere provvedimenti, magari coinvolgendo la rete o comunque il consiglio nazionale. Vorrei ricordare che da capo politico Di Maio ha espulso persone per cose molto meno gravi”.

Ricciardi spiega che il M5s sta lavorando a un testo che preveda “il cessate il fuoco per una de-escalation militare e una centralità del parlamento per le scelte future. Mentre per le decisioni future, dai vertici internazionali a un eventuale nuovo invio di forniture, si deve passare dal parlamento e non penso che nessuno possa dirsi contrario a tutto questo”. Quanto alla posizione di Di Maio sul doppio mandato nel M5s, Ricciardi chiarisce: “Di Maio è spaventato dal tema dei due mandati. Ha cercato di rimediare in maniera goffa a quello che avevamo capito tutti, si sente il rumore delle unghie sugli specchi da qui”. E conclude: “Riteniamo che occorra una profonda riflessione perché da tempo per sua responsabilità è un corpo estraneo al movimento. Sta facendo un percorso personale che lo pone al di fuori dai Cinque stelle, un partito che sta facendo le proprie scelte votandole a stragrande maggioranza”.