Il Pd congela l’iter delle primarie in Piemonte 

AGI –  Il Partito Democratico sospende l’iter delle primarie in Piemonte e, così facendo, lancia un messaggio ai potenziali alleati, M5s in testa. La decisione è arrivata al termine di un incontro al Nazareno tra i due esponenti della segreteria nazionale del Pd, Igor Taruffi e Davide Baruffi, con i dirigenti del partito piemontese Domenico Rossi, Chiara Gribaudo e Daniele Valle.

“Nell’incontro si è convenuto sulla necessità di sospendere l’iter delle primarie”, si legge in una nota, “nell’ottica di dare priorità all’allargamento dell’alleanza di centrosinistra, necessaria per competere alle prossime elezioni regionali”. La vicepresidente nazionale del Pd, Gribaudo, e il vicepresidente dell’Assemblea legislativa piemontese, Valle, sono infatti gli esponenti del Pd che hanno già manifestato la volontà di correre per la presidenza della Regione. Tuttavia, nel corso dell’incontro hanno entrambi riconosciuto che c’è la necessità “di anteporre le ragioni della costruzione del progetto rispetto a quelle della selezione delle candidature”.

Tradotto, rinunciare alle primarie per lasciare la porta aperta ai partiti fuori dal Pd. I Cinque Stelle, infatti sono osservatori interessati di quello che succede in casa dem. Tra i due partiti, a livello regionale, i rapporti sono ai minimi termini dai tempi in cui Chiara Appendino era sindaca di Torino. Rapporti tanto tesi da rendere impossibile immaginare un accordo elettorale nella regione. Le cose potrebbero, tuttavia, cambiare con l’apertura di oggi fatta dal Pd.

Appendino è critica nei confronti del Pd locale, e in particolare del sindaco Stefano Lo Russo. Ma ha anche accennato a un confronto con il Pd che ci sarà, “alla fine del percorso che abbiamo avviato come M5S per costruire il nostro programma”. Un confronto sui contenuti, quindi, e dove i nomi dei candidati finiscono in secondo piano, come ha fatto capire chiaramente nel corso della festa di Sinistra Italia, Proxima.

Per l’ex sindaca l’obiettivo è costruire “nella chiarezza un’alternativa al centrodestra, sicuramente con un campo progressista”. Una candidatura come quella di Chiara Gribaudo potrebbe aiutare questo percorso. Una candidatura che rappresenterebbe una rottura con il percorso fatto fino a qui dal Pd piemontese e in linea con segreteria di Elly Schlein, più ‘potabile’ per il M5s.

A questo si aggiunge il fatto che, contemporaneamente al Piemonte, in primavera si voterà in Sardegna dove il Movimento 5 Stelle vorrebbe schierare Alessandra Todde. Si apre così la possibilità di un accordo incrociato nelle due regioni.

I responsabili dell’Organizzazione e degli Enti locali del Pd nazionale, hanno evidenziato come la composizione delle alleanze per le prossime elezioni locali sia un processo in corso in tutte e quattro le regioni che andranno al voto nel primo semestre del 2024 – oltre al Piemonte, Sardegna, Abruzzo e Basilicata – e come le scelte piemontesi, fatta salva l’autonomia regionale, siano da inserire in un quadro complessivo piu’ ampio di cui avvertire tutti la responsabilità.