Il sindaco di Como che voleva spedire i migranti clandestini in Barbagia

AGI – La risposta più acre è il siluro ‘mare – lago’ spedito dall’ex presidente sardo e deputato di Forza Italia, Ugo Cappellacci: “La zona deserta è nella sua testa”. Alessandro Rapinese, sindaco di Como eletto a luglio con una lista civica, primo nella storia della città non di partito, ha fatto inviperire politici e cittadini dell’isola per avere dichiarato al quotidiano ‘La Provincia di Como’: “Se io fossi il legislatore non consentirei la libera circolazione a chi non ha i documenti in regola. E mentre si attende che vengano rimpatriati, ci sono ampie zone deserte della Barbagia che potrebbero ospitarli”.

Ha messo d’accordo tutte le forze politiche. Il deputato sardo di FdI Salvatore Diedda: “Siamo sicuri che il sindaco di Como, tal Alessandro Rapinese, voglia prontamente scusarsi con tutti i barbaricini e tutti i sardi per l’infelice battuta sulle zone desertiche della stessa Barbagia in cui trasportare gli immigrati e siamo altrettanto sicuri che non si limiterà a parole ma lo voglia fare comprando degli spazi pubblicitari nella sua città e nei quotidiani lariani pubblicizzando la prossima edizione di `Autunno in Barbagia”.

Il consigliere regionale del Pd ed ex sindaco di Baunei (Nuoro), Salvatore Corrias: “Dinnanzi a tanta becera ignoranza che manco la Bambagia di Abatantuono ogni commento, se non la richiesta che questo qua si scusi pubblicamente con i barbaricini e con i sardi, rischia di essere superflua”.

“Le frasi razziste del sindaco di Como sulla mia terra, la Barbagia”, s’infuria su Twitter anche la viceministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, “sono degne di un uomo della caverne. Denotano ignoranza sconfinata e una mentalità coloniale. Si scusi e si vergogni”.

“Non trovo nulla di strano nelle dichiarazioni del Sindaco di Como”, è la lettura di Antonio Flore, sindaco del piccolo comune di Scano Montiferro (Oristano), uno dei paesi devastati dall’incendio dell’estate scorsa nel Montiferru. “Come ho avuto modo di ribadire tante volte, queste fanno parte di una cultura politica condivisa in Italia che vede nella Sardegna un dipartimento d’oltremare dove relegare tutte le peggiori criticità dello staterello. Da portaaerei mediterranea a Caienna dei clandestini, concettualmente, il passo è breve e coerente”.

“Un putiferio che non mi aspettavo, ho ricevuto centinaia di messaggi”, dice Rapinese, raggiunto al telefono dall’AGI. “Ho fatto riferimento alla Barbagia solo perché è una zona che ho attraversato più volte ed è la prima che mi è venuta in mente ma non ce l’ho assolutamente con la Sardegna che è una terra che conosco e amo. Cagliari per me è la città più bella d’Italia e dei sardi mi piace tutto, la schiettezza e l’attaccamento alla loro terra. Ho tantissimi amici ed elettori sardi, la prossima volta citerò una zona della Lombardia”.

Sull’idea della zona deserta come destinazione per chi non ha i documenti resta fermo: “Vanno messi in luoghi dove non possano nuocere. Far circolare liberamente sul territorio italiano i clandestini, soggetti di cui non sappiamo nulla, è totalmente da irresponsabili. Como ha pagato e paga un prezzo altissimo alla loro presenza. E forse la soluzione sì, potrebbe essere davvero quella di mandarli in aree poche abitate del Paese”.

Sabato è in programma Como-Cagliari per la serie B e c’è chi teme qualche tensione sugli spalti tra rossoblu e azzurri. “Speriamo di accoglierli dandogliene tre”, si augura il sindaco, ridendo.