In Donbass una giornata tra paura e disillusione

LYSYCHANSK (UCRAINA) (ITALPRESS) – La giornata, sul fronte del Donbass, è trascorsa fra ansia, paura e disillusione. Il primo stato d’animo della popolazione è lo stress per le notizie che sopraggiungono da buona parte dell’Ucraina e per i colpi di artiglieria che soprattutto in mattinata sono risuonati pesanti anche fra Lysychansk e Severodonetsk, ad una ventina di chilometri dalla linea che separa il territorio in mano a Kiev e quello controllato da otto anni dai separatisti. C’è poi il timore – quasi una certezza – che a breve, forse ore o giorni, quest’area diventi il vero terreno di scontro fra Mosca e Kiev e che le armate russe possano avvicinarsi rapidamente da Donetsk e Lugansk, dopo essere già avanzate di alcuni chilometri e aver forzato i primi sbarramenti dell’esercito ucraino. Infine la disillusione che ha contagiato tutti: la guerra qui prosegue dal 2014, ha già contato 14 mila vittime, ha fatto scappare i più giovani, distrutto l’economia ed ora si appresta a fare altri morti – e chissà quanti – senza soluzione di continuità. Nelle città della zona si è riscontrato un minimo di movimento nella tarda mattinata e nel primo pomeriggio: la corsa al bancomat, le file per il pieno di benzina, per la spesa e le medicine, e poi a casa, attaccati a internet o alla tv.

Alle 18 le strade erano deserte anche senza necessità di coprifuoco ufficiale. E poco fa sono risuonati nuovi bombardamenti, a conferma che sarà una notte lunghissima e senza sonno, come lo è stata quella passata e come lo saranno le prossime. Sul campo di battaglia si contano invece diverse vittime soprattutto a sud-ovest di Donetsk, dove, secondo le autorità ucraine, i bombardamenti russi avrebbero colpito un ospedale causando quattro vittime e diversi feriti. Pesanti scontri sono stati segnalati sul fiume Donec, che costeggia la regione e che in alcuni punti funge da spartiacque fra la zona in mano a Kiev e quella dei separatisti. Che cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni è difficile ipotizzare ma gli scenari possibili sono sostanzialmente tre e uno di questi ha come epicentro proprio il Donbass. Il primo è quello di un’invasione russa tout court, da est a ovest. Il secondo contempla invece una sorta di occupazione momentanea per sistemare al potere un governo amico. La terza invece è quella che appunto coinvolge i territori dell’Ucraina sudorientale: gli attacchi su vasta scala di oggi in buona parte del Paese potrebbero essere propedeutici per neutralizzare i sistemi di difesa di Kiev distruggendo infrastrutture, occupando aeroporti ed i centri nevralgici militari, per poi concentrare tutte le proprie forze per riprendersi il Donbass, che era l’obiettivo primario del Cremlino.

Sarebbe, forse, lo scenario meno inquietante per l’Ucraina ma difficilmente, a questo punto, Mosca si accontenterà così. Di certo la guerra, nei prossimi giorni, si concentrerà prioritariamente in Donbass, in questa contesa ormai quasi decennale fra lealisti e separatisti.
(ITALPRESS).