In Italia ci sono più di 17 mila ultracentenari

AGI – In Italia i centenari residenti in Italia sono 17.177, l’83,4% dei quali costituito da donne. è quanto emerge dal report Istat. Negli ultimi 10 anni, dopo una costante crescita fino al 2015 (massimo storico con oltre 19mila individui), la popolazione super longeva ha avuto una riduzione dovuta in larga misura a un effetto strutturale: l’ingresso in questa fascia di età delle coorti, meno numerose rispetto alle precedenti, perché costituite dai nati in corrispondenza del primo conflitto mondiale. A seguito dell’aumento dei contingenti iniziali delle coorti nate alla fine del primo dopoguerra si osserva invece a partire dal 2020 una nuova crescita dei sopravviventi più longevi.

Secondo l’Istat, sono 7.262 le persone che hanno raggiunto o superato la soglia dei 105 anni dal 1 gennaio 2009 al 1 gennaio 2021 (851 uomini e 6.411 donne). Tra questi, ben 1.111 erano ancora vivi al 1 gennaio 2021, 6.151 invece sono deceduti durante questo arco di tempo.

L’incremento di questa popolazione, a differenza dell’andamento degli ultracentenari nel complesso, è costante in tutti gli anni considerati. Si è passati da 472 individui viventi al 1 gennaio 2009 ai 1.111 del 2021 (+135,8%) e per tutte le coorti c’è stato un aumento superiore al 100%.

Il diverso andamento tra ultra-centenari, nel complesso, e la popolazione di almeno 105 anni di età può essere in parte spiegato dal fatto che quest’ultima è molto selezionata e comprende solo in minima parte i nati durante la Prima guerra mondiale; hanno raggiunto i 105 anni di età, al 1 gennaio 2021, solo i nati nel primo anno di conflitto (il 1915), e quindi non si osservano ancora in questo segmento di età gli effetti strutturali dovuti alla scarsa numerosità dei nati durante la guerra che invece si riscontrano per chi ha tra 100 e 104 anni.

Quante sono le persone con più di 110 anni

Negli ultimi 12 anni anche gli individui di 110 anni e oltre sono cresciuti nel numero, passando da 10 a 17. Nel 2020, anno segnato dalla pandemia da Covid 19, non c’è stata una crescita di decessi nella popolazione dai 105 anni e più, a differenza delle altre fasce di età di anziani.

Analizzando le probabilità di morte di questa sotto-popolazione dal 2009 al 2020 (deceduti/popolazione residente al 1 gennaio, per 100), si nota come il valore relativo al 2020 sia in linea con quello degli anni passati: circa 66 decessi ogni 100 individui. A livello di ripartizione territoriale – aggiunge l’Istat -si evidenziano invece alcune differenze: al Nord, zona più colpita dalla pandemia, si registra il valore più alto della serie (71 ogni 100), al Centro il valore più basso (54 ogni 100).

Probabilmente le misure di contenimento adottate nell’anno hanno preservato questa fascia di popolazione da altre infezioni. Le differenze con il resto della popolazione sono verosimilmente legate al fatto che chi ha 105 anni e più fa parte di una popolazione geneticamente selezionata, più resistente. Inoltre quasi 9 di queste persone su 10 vivono ‘protetti’ in famiglia, mentre il 12% risiede in una convivenza.

Le donne sono le più longeve

Al 1 gennaio 2021 quasi il 90% della popolazione che ha raggiunto o superato i 105 anni è composta da donne. Le donne di 105 anni e più sono 988 (88,9%) contro 123 uomini (11,1%). Solo 17 individui hanno raggiunto e superato i 110 anni di età, e sono tutte donne. Lo rivela l’Istat. Alla stessa data la persona più anziana d’Italia era residente in Lombardia, deceduta nel mese di maggio 2022, quasi 20 giorni dopo aver spento 112 candeline.

L’uomo più anziano era residente invece in Piemonte, deceduto nel 2021 a 109 anni e 293 giorni. A oggi la persona vivente più anziana in Italia è una donna residente nelle Marche che è alle soglie dei 112 anni; tra gli uomini il decano risiede in Toscana e ha quasi 110 anni.