In Sardegna dilaga la protesta degli autotrasportatori autonomi

AGI – Dilaga in tutta la Sardegna la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante, decisa nei giorni scorsi da quasi 300 operatori autoconvocati in assemblea a Tramatza (Oristano). La mobilitazione regionale è slegata da sigle sindacali e associazioni.

A Cagliari i camionisti si sono ritrovati davanti al porto, così come a Porto Torres e a Olbia, e a Nuoro nella zona industriale di Pratosardo, ma senza causare blocchi né gravi disagi, tranne rallentamenti del traffico sulle principali strade statali.

Gli autotrasportatori dell’isola hanno deciso di portare avanti la manifestazione nonostante l’annullamento dello sciopero nazionale di categoria. Al centro della protesta l’aumento del costo del carburante, dei costi per la manutenzione dei mezzi e per la sostituzione degli pneumatici. Una situazione aggravata, in Sardegna, dai rincari dei trasporti marittimi. Tutti costi aggiuntivi che stanno mettendo a dura prova la tenuta delle aziende dell’autotrasporto dell’isola.

Presidio al porto di Cagliari

Circa cinquanta autotrasportatori provenienti da varie parti della Sardegna, che non aderiscono ad alcuna associazione sindacale né di categoria, sono arrivati stamane a Cagliari a bordo dei loro mezzi, per protestare davanti all’ingresso del porto. I manifestanti hanno parcheggiato i loro camion in via Riva di Ponente, senza, però, causare blocchi al traffico né alcun disagio agli automobilisti.

“Siamo qui”, ha detto all’AGI Daniele Fanni, autotrasportatore di Quartu Sant’Elena (Cagliari), “per protestare contro il caro gasolio, ma anche per chiedere di dimezzare il costo dell’Ad blu, un additivo per il carburante che serve a limitare l’inquinamento. Vogliamo avere una certezza sui costi minimi sulla sicurezza, e una garanzia sul pagamento del credito, perché molte aziende vengono pagate a 90, 120 o 150 giorni e nel frattempo anticipano tutto. Chiediamo una continuità territoriale per le merci, perché stando su un’isola ne abbiano bisogno, e poi anche la zona franca”.

Gli autotrasportatori hanno chiesto un incontro con l’assessore regionale dei Trasporti, Giorgio Todde. “Non vogliamo creare disagi ai cittadini e non vogliamo impedire l’accesso al porto. È una manifestazione pacifica. Siamo qui”, ha spiegato all’AGI Sergio Muscas, autotrasportatore di Quartu Sant’Elena (Cagliari) “solo per sensibilizzare l’opinione pubblica, perché la situazione è insostenibile. Purtroppo, il caro carburante tocca tutti, non solo noi”.

Piero Muscas, camionista di Pauli Arbarei (Sud Sardegna), ha ricordato “che domani a Roma c’è un incontro cui sono stati invitati a partecipare i sindacati, che per noi autotrasportatori non fanno nulla”. “Pensano solo a loro stessi”, si sfoga Muscas. “Vogliamo andare anche noi a Roma per parlare con il ministro, altrimenti non potremo far altro che restare qui ad aspettare”.

Clacson sulla SS 131 nell’Oristanese

Nell’Oristanese si segnalano diversi i presidi, con decine di camion: nel porto industriale di Santa Giusta- Oristano; ad Arborea, allo svincolo per gli stabilimenti della 3A e della Coop produttori; nella zona di Losa, alla confluenza tra la Statale 131 e la 131 Dcn. Non si registrano problemi alla circolazione.

Decine di camion hanno transitato anche lungo la statale 131 con andatura moderata e a clacson in funzione, sia in direzione Sassari, che in direzione Cagliari. 

Cortei sulle strade del nord Sardegna

Oltre 100 tra padroncini, autoarticolati e tir hanno aderito alla protesta nel Nord Sardegna.   Il primo gruppo di mezzi, proveniente da Olbia, è arrivato al bivio di Oschiri (Sassari) per poi tornare verso il porto Isola Bianca. Il secondo, partito da Ozieri Chilivani, ha raggiunto il bivio di Mores per poi unirsi a parte dell’ultimo gruppo di manifestanti e dirigersi verso la statale 131 ‘Carlo Felice’, direzione Cagliari.

La coda di autotrasportatori partita attorno alle 9 da Porto Torres si è diretta a Sassari per poi proseguire fino al bivio per Olbia e dividersi tra coloro che hanno proseguito la protesta verso Cagliari e chi sono tornati allo scalo marittimo di Porto Torres. Il blocco stradale è stato monitorato da sei pattuglie della polizia stradale.

I rallentamenti sono stati, in genere, tollerati dagli automobilisti, alcuni dei quali, anzi, hanno appoggiato le richieste di supporto dei manifestanti su caro carburante e l’eliminazione delle accise.

“Protesta a oltranza”

A Nuoro una cinquantina di automezzi ha prima sfilato con un lungo corteo, scortato dalle forze dell’ordine, dalla zona industriale di Pratosardo fino all’ingresso della città per poi spostarsi, a passo d’uomo lungo la statale 131, alla zona industriale di Lula.

“Continueremo la protesta a oltranza fino a quando le istituzioni non ci risponderanno“, dichiara all’AGI l’autotrasportatore Sandro Carboni, di Ottana (Nuoro). “Solo un anno fa il prezzo del gasolio era di un euro e trenta a litro, adesso sfiora i due e trenta. Quasi un euro in più, a fronte dei diciotto centesimi di rimborso sull’aumento che ci corrispondono le aziende. Lavorare a queste condizioni è ormai impossibile”.

L’obiettivo dichiarato è farsi ascoltare. “Siamo qui a manifestare pacificamente perché speriamo che qualcuno ci ascolti; così ci è davvero impossibile andare avanti, e non solo per la nostra categoria”, racconta all’AGI Franco Boi, autotrasportatore di Orosei (Nuoro). “Abbiamo chiesto più volte che venga attivato anche per noi, come già è per allevatori e pastori, il costo della benzina professionale, ma ancora non abbiamo ricevuto risposta. Ed è impensabile”, conclude Boi, “riversare i costi dei nostri aumenti sui nostri clienti. Innescheremmo una catena di rialzi insostenibile per l’intera popolazione“.