Iss: “superato il picco” dell’influenza, l’incidenza torna a calare

AGI – Dopo il Covid, anche l’influenza inizia a segnare il passo in una stagione fin qui da record per incidenza (e conseguenti casi gravi). L’ultimo bollettino RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, relativo alla prima settimana del 2024, segnala che l’incidenza è scesa (dopo diverse settimane di crescita ininterrotta) a 16,5 casi per mille assistiti, mentre nella settimana precedente si era raggiunto il picco con 18,3, che rimane finora il dato più alto degli ultimi 15 anni, ossia da quando esiste un monitoraggio settimanale.

Scende anche la proporzione dei campioni positivi a influenza sul totale dei campioni analizzati (34% vs 46%). Come previsto, la quasi totalità dei casi è riferita al ceppo virale di quella che 15 anni fa veniva impropriamente chiamata “suina”: tra i virus influenzali rilevati, infatti, quelli di tipo A risultano largamente prevalenti (99%) rispetto ai virus di tipo B e appartengono per la maggior parte al sottotipo H1N1pdm09.

L’incidenza è in netta diminuzione nelle fasce di età pediatriche e maggiormente nei bambini al di sotto dei cinque anni in cui l’incidenza è pari a 33,6 casi per mille assistiti (47,2 nella settimana precedente), stabile negli adulti e anziani.

Tutte le Regioni tra quelle che hanno attivato la sorveglianza, registrano un livello di incidenza delle sindromi simil-influenzali sopra la soglia basale. Scendono a due le Regioni in cui è stata raggiunta la soglia di intensità “molto alta” dell’incidenza (Abruzzo, Sardegna). 

“Anche se è sempre difficile fare previsioni sull’andamento della stagione, un calo così netto fa pensare che il picco sia stato raggiunto – afferma Antonino Bella, responsabile della sorveglianza epidemiologica RespiVirNet e curatore del bollettino epidemiologico – sono comunque possibili oscillazioni ‘al rialzo’, soprattutto nei bambini, favorite dalla riapertura delle scuole”.

Tra i campioni risultati positivi dall’inizio della stagione, il 19% è positivo per SARS-CoV-2, il 12% per RSV, il 44% per influenza A, mentre i rimanenti sono risultati positivi per altri virus respiratori. “I dati virologici confermano che i virus influenzali prevalgono tra quelli respiratori circolanti – afferma Simona Puzelli, responsabile della sorveglianza virologica RespiVirNet e curatrice del report virologico -. In particolare, tra i virus influenzali di tipo A il sottotipo prevalente è H1N1pdm09, che rappresenta il 77,7% di tutti i virus influenzali identificati finora nella stagione 2023-2024″.