John Sullivan, l’ultimo uomo di Washington a Mosca

AGI – John Sullivan era appena uscito dalla sua adolescenza quando lo zio William, ultimo ambasciatore degli Stati Uniti a Teheran, fu brevemente tenuto prigioniero da un gruppo di uomini armati nel febbraio 1979 e fece in tempo a rimpatriare prima che a novembre dello stesso anno scoppiasse la crisi degli ostaggi.

Quattro decenni dopo, lo stesso Sullivan è ambasciatore americano in una delle sedi più calde per gli Usa e come lo zio, si trova assediato, anche se in modo diverso, scrive Politico tracciando un ritratto dell’ambasciatore americano a Mosca.

Sullivan ha in mano l’ambasciata degli Stati Uniti nella Federazione russa, depotenziata numericamente e sotto costante sorveglianza e pressione dal Cremlino. Il suo vice, Bart Gorman, è appena stato espulso.

La convinzione solida nell’importanza di servire lo Stato è tra i motivi, per cui, anche se era stato nominato dall’ex presidente Donald Trump, Sullivan ha accettato di rimanere a Mosca quando gli è stato chiesto da Joe Biden. “Potrebbe non essere di moda ora”, ha detto nell’intervista a Politico, “ma mi è stato insegnato che quando un presidente chiede a un americano di servire lo Stato, solo la scusa più convincente puo’ giustificare un rifiuto con grande rimorso“.

“E non avevo scuse, perché amo il mio lavoro e amo lavorare con i miei colleghi all’ambasciata di Mosca”, ha aggiunto. Sullivan e la sua squadra ridotta (negli ultimi cinque anni il personale è sceso da 1.200 a 150 persone) dopo il giro di espulsioni reciproche con la Russia rischiano di essere spinti al limite nei prossimi giorni.

L’amministrazione Biden prevede che il presidente russo, Vladimir Putin, invada presto l’Ucraina dopo aver accumulato più di 150.000 soldati lungo il confine. Il conflitto potrebbe essere la più grande guerra di terra in Europa da decenni e Sullivan è un interlocutore chiave a Mosca: è colui che il ministero degli Esteri russo convoca quando vuole presentare rimostranze, le cui qualifiche vengono messe in discussione dai media statali o, più recentemente, a cui vengono presentate le condizioni scritte dalla Russia per ottenere le garanzie di sicurezza che farebbero, in teoria, scattare la de-escalation. 

“Si trova in una posizione terribile”, ha ammesso l’analista russo Daniel Fried, che ha trascorso decenni nel servizio estero. Sullivan è “circondato da più ostilità’ ufficiali” di qualsiasi ambasciatore statunitense a Mosca dai tempi di George Kennan, che l’Unione Sovietica ha cacciato nel 1952, ha detto Fried. “Se le espulsioni da parte del governo russo continuano, sarà molto difficile far funzionare in sicurezza l’ambasciata”, ha dichiarato l’ambasciatore.

Sullivan, che in precedenza era stato vice segretario di Stato sotto Trump, è un moderato che si è guadagnato un rispetto bipartisan nella politica e all’interno dell’apparato burocratico. Quando ha assunto la carica di ambasciatore, nell’ultimo anno del mandato di Trump, le relazioni tra Washington e Mosca erano già in una spirale discendente, anche a causa delle accuse d’interferenza russa nelle elezioni statunitensi e nonostante i ripetuti sforzi di Trump per ingraziarsi Putin.

Sullivan è a Mosca senza sua moglie, l’importante avvocato Grace Rodriguez, né ha i figli, ormai adulti, al suo fianco. La pandemia di Covid-19 ha rovinato i loro piani per visite regolari e nemmeno le tensioni geopolitiche stanno aiutando. Nella prima metà del 2021, Sullivan, sotto la pressione di Mosca, è tornato negli Stati Uniti per diverse settimane per consultarsi con i funzionari dell’amministrazione Biden.

È stata un’espulsione non ufficiale avvenuta dopo che il Cremlino ha richiamato il suo ambasciatore negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, per circa tre mesi. Gli inviati sono tornati al loro posto dopo che Biden e Putin hanno tenuto un vertice a Ginevra lo scorso giugno.

“Abbiamo fatto affidamento sulla sua saggezza sulla Russia sin dal primo giorno dell’amministrazione Biden”, ha detto Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca.

“È stato determinante nell’aiutare a raggiungere le prime priorita’ come l’estensione del Nuovo Trattato Start alla preparazione dell’incontro del presidente di giugno con Putin per affrontare l’attuale minaccia russa all’Ucraina”. “In un ambiente incredibilmente impegnativo e in mezzo alle continue azioni del governo russo per minare la sua missione, l’ambasciatore Sullivan rappresenta gli Stati Uniti con la massima professionalita’ e competenza”, ha invece dichiarato il segretario di Stato Usa, Antony Blinken.