La battaglia dei consumatori contro la “shrinkflation”

Stesso prezzo ma confezione ristretta. Quindi anche contenuto ridotto. È una regola aurea dell’economia dinanzi al galoppare dei prezzi, dei costi di produzione e dell’inflazione galoppante. Obiettivo: recuperare margini di profitto. Il fenomeno si chiama “shrinkflation”, neologismo dettato dalla crasi di due termini: “shrink”, che in inglese significa “restringere” e “inflation”, contenere l’inflazione.

Le associazioni dei consumatori sono scese sul piede di guerra, in testa il Codacons, che ha presentato una denuncia all’Antitrust e a ben 104 procure della Repubblica italiana per sollecitare indagini che possano verificare se questa prassi sia o meno legale e se si possa configurare anche il reato di truffa o, comunque, di pratica commercialmente scorretta, anche se il fenomeno non è certo nuovo: l’esempio più classico, per esemplificarlo, è il classico pacchetto di patatine che si presenta – in questo caso – uguale a sempre, con il prezzo identico, ma con all’interno della confezione un numero delle patatine contenute. Dalle 5 alle 10 in meno.

In genere i produttori si rivolgono al metodo della “shrinkflation” nei momenti più difficili di una crisi economica, come quella attuale, dovuta a due anni di restrizioni dovute al perdurare della pandemia, che hanno bloccato i consumi e i mercati, e poi allo scoppio del conflitto Russia-Ucraina, che li ha letteralmente paralizzati. Ma capita anche in caso di aumento delle tasse, dove le aziende produttrici si affidano a questo trucchetto per recuperare i margini della tassazione, però significativamente ai danni dei consumatori che sono per lo più ignari di questo fenomeno.

Insomma, un espediente dei gruppi industriali nel tentativo di far quadrare i bilanci, che però non sempre ha un corrispettivo nella spiegazione o nelle avvertenze sulle confezioni e le etichette. Il consiglio, in ogni caso, è comunque sempre quello di leggerle con attenzione e di fare i dovuti confronti senza affidarsi automaticamente al “solito prodotto”.

Il fenomeno della “shrinkflation” si è vieppiù accentuato in seguito all’esplosione dei costi della bolletta energetica,  in particolare al crescere del prezzo del gas e ai riflessi che questo ha avuto sul costo del trasporto delle merci. Non bisogna dimenticare, infatti, che il 70% delle merci in Italia viaggia ancora su gomma, ciò che fa lievitare i costi complessivi de prodotti.

Commenta a questo proposito il Codacons: “I consumatori tendono ad essere sempre sensibili al prezzo ma potrebbero anche non notare piccoli cambiamenti nella confezione o non fare caso alle indicazioni, scritte in piccolo, sulle dimensioni o il peso di un determinato prodotto”.

Tantopiù che spesso la diminuzione del prodotto va di pari passo con la realizzazione di un nuovo contenitore (packaging), al suo restyling esteriore ed estetico in modo da confondere e rendere il prodotto più accattivante e appetibile, secondo l’arte dei “Persuasori occulti” ben descritta dal sociologo americano dei consumi e della pubblicità Vance Packard nel suo volume datato Einaudi 1958, agli albori del consumismo.