La crisi ucraina vista dai palazzi del potere

AGI – C’è attesa per l’esito dell’incontro in corso a palazzo Chigi tra il consigliere alla Sicurezza nazionale Usa Jack Sullivan e il consigliere diplomatico di Mario Draghi Luigi Mattiolo. Lunedì Sullivan ha visto il capo della diplomazia del Partito comunista cinese Yang Jiechi.

Mentre il governo è impegnato sulla via del dialogo si lavora anche a come fronteggiare i rialzi del prezzo dell’energia e del carburante. Per fronteggiare le ricadute della crisi in Ucraina al momento non è previsto uno scostamento di bilancio, l’obiettivo è “preservare la stabilità della finanza pubblica”.

Tuttavia, il governo si appresta a varare uno o più decreti e ad impegnarsi “per ulteriori misure sul fronte della crisi energetica, in particolare sul fronte di un tetto europeo ai prezzi delle importazioni di gas”. Si utilizzerà l’extra gettito Iva sui carburanti di questi mesi e si interverrà sugli extraprofitti delle imprese di “alcuni dei settori interessati”, hanno spiegato ieri fonti di palazzo Chigi.

Si punta alla rateizzazione e al calmieramento delle bollette energetiche e al taglio del prezzo della benzina e del diesel. Sul fronte del tetto europeo ai prezzi delle importazioni di gas a frenare sono alcuni Paesi come la Germania e l’Olanda ma l’Italia porterà il tema sul tavolo del Consiglio europeo.

I partiti sono in pressing. Dopo la denuncia del ministro per la Transizione energetica Cingolani (la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine) chiedono misure per mettere un freno alla speculazione, venire incontro alle categorie e sostenere così imprese e famiglie.

“Serve un tetto al costo dell’energia e della benzina”, ha sottolineato questa mattina anche Matteo Renzi. “Siamo in un’economia di guerra“, ha rimarcato. A sottolineare che “i tempi sono straordinari” e quindi servono “interventi straordinari” è anche il sottosegretario al Mef, Federico Freni.  “Il taglio delle accise sul carburante è un intervento “possibile, ed anzi auspicabile”, ha affermato.

Intanto l’Italia è sempre in prima linea nell’accoglienza dei profughi e nel sostenere i Paesi più coinvolti dall’ondata di chi scappa dalla guerra. Il ministro degli Esteri Di Maio è a Chisinau, in Moldavia. L’Italia ha donato circa 20 tonnellate di beni di prima necessità a un Paese che sta portando avanti “uno sforzo davvero eccezionale”.

“L’Italia, insieme agli alleati Nato e ai partner europei, sostiene l’integrità territoriale e la sovranita’ ucraina – ha rimarcato il responsabile della Farnesina – Stiamo lavorando senza sosta affinché la Russia fermi la guerra attraverso sanzioni sempre più gravose per Mosca e per gli oligarchi vicini al Cremlino. Allo stesso tempo – ha aggiunto – continuiamo a insistere con forza sul canale della diplomazia, che non abbiamo mai voluto interrompere e nel quale dobbiamo continuare a credere anche in queste ore più buie, nella convinzione e che non esistono alternative a una soluzione diplomatica”.