La preoccupazione dei servizi segreti per le aggressioni dei no-vax

AGI – Le aggressioni dei no-vax preoccupano i servizi segreti italiani. “Estrema preoccupazione” espressa nella relazione sull’attività svolta nell’ultimo anni dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica che passa in rassegna “aggressioni, insulti e disordini che hanno visto come responsabili, a diverso titolo, soggetti appartenenti all’area no-vax, no-green pass e no-mask”, ma anche “gravi fenomeni di disinformazione e fake news in ordine alla campagna vaccinale e all’impiego della certificazione verde Covid-19”.

“Le risultanze dell’azione di verifica condotta dal Comitato sulle manifestazioni riconducibili alla galassia dei no-vax, nogreen pass e no-mask – si legge nel documento – hanno consentito di evidenziare taluni aspetti meritevoli di valutazione: la strumentalizzazione della crisi sanitaria – e segnatamente il suo impatto emotivo, sociale ed economico – per rilanciare progettualità conflittuali e istanze antisistema; l’attivismo di tali movimenti in alcune fasi e momenti sembra aver coinvolto trasversalmente diverse categorie sociali e, in alcuni casi, come ad esempio il 9 ottobre (a Roma, con l’assalto alla Cgil, ndr) ciò si è tradotto in una presenza nelle piazze maggiormente numerosa rispetto a quanto rilevato in passato; queste aggregazioni infatti, sia pur non in tutte le circostanze, si sono caratterizzate per una partecipazione più variegata e tale da includere non solo le associazioni di categoria già mobilitatesi in precedenza, ma anche alcuni settori lavorativi; in questa galassia di protesta sono confluite posizioni anti-sistema, negazioniste e complottiste, prive di una vera e propria regia strutturata ed unitaria”.

Si è evidenziato ulteriormente che “la destra radicale ha tentato di inserirsi strumentalmente in queste iniziative di protesta e di sfruttare il malcontento per ampliare il proprio bacino di consenso, mentre la presenza dell’antagonismo di sinistra sembra essere stata più focalizzata sulle problematiche del mondo del lavoro, acuite dalla pandemia”.