La questione delle concessioni agli stabilimenti balneari divide la maggioranza

AGI – Una riforma della normativa sulle concessioni demaniali marittime che dia certezze al settore e tuteli imprese e lavoratori. È il trait d’union che accomuna le posizioni dei partiti di maggioranza, che però si dividono sulle soluzioni. Tutti d’accordo sul fatto che sia necessario intervenire e che il passo compiuto dal governo nel ddl concorrenza, con la delega a procedere a una verifica della situazione in essere, sia insufficiente.

Ma l’accelerazione impressa dall’esecutivo, con la riunione del Cdm convocata domani per intervenire sulla materia, spiazza alcune forze di maggioranza. E se Lega e Forza Italia insistono sulla necessità di garantire i diritti acquisiti, i 5 stelle sono favorevoli all’avvio dellle gare pubbliche, mentre il Pd chiede di affrontare la questione “senza guerre ideologiche”.

Sul tavolo dell’esecutivo, viene spiegato, dovrebbe approdare un pacchetto di norme per riformare tutto il sistema, riforma da inserire poi attraverso un emendamento nel ddl concorrenza, già all’esame del Senato. L’imperativo è evitare, spiegano dalla maggioranza, una procedura di infrazione da parte dell’Ue, che ha già ripetutamente avvisato l’Italia.

E poi c’è da ‘sminare’ la decisione del Consiglio di Stato, che lo scorso novembre ha fissato la dead line del 31 dicembre del 2023, dopodiché tutte le concessioni balneari in essere saranno considerate non più valide. Sul tema c’è il pressing del comparto, che lamenta di essere stato lasciato solo, ma soprattutto dei partiti che, finora, non sono riusciti a raggiungere un’intesa.

Alla Camera FdI puntava a tentare il blitz, con una mozione che chiede di escludere i balneari (e anche gli ambulanti) dalla direttiva Bolkestein. Ma il voto – a causa della precedenza da dare al decreto sulla proroga dello stato di emergenza da Covid e al Milleprorghe – slitta di alcuni giorni, forse alla prossima settimana. Intanto, la maggioranza è al lavoro su un testo unitario, ma le posizioni sono ancora divergenti: anche se la Lega fa sapere che non voterà la mozione di FdI, è noto che la linea di leghisti e Forza Italia sia più schierata con i balenari, per mantenere lo status quo, tutelando i diritti acquisiti in questi anni.

È per la tutela, contemperata all’avvio di un sistema di concorrenza attraverso gare pubbliche, il Movimento 5 stelle, dove si ricorda che lo stesso Consiglio di Stato ha indicato il meccanismo delle gare per l’assegnazione delle prossime concessioni. Fonti ministeriali leghiste spiegano: “Vanno tutelati gli interessi legittimi”, questa è la posizione del partito di via Bellerio. “È giunto il momento di fare chiarezza su un settore strategico” dove invece finora hanno regnato e prevalso “confusione e incertezza”, spiega il capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue Piero De Luca.

“Abbiamo il dovere di dare stabilità e certezze agli operatori del settore”, mettendo fine a “posizioni ideologiche”. Il “nostro compito è prendere atto della realtà e affrontare con trasparenza la tematica, è necessario avviare un confronto con le associazioni di settore, Regioni e Comuni e definire una normativa organica e coerente per dare certezze giuridiche agli operatori”.

Insomma, è necessario “avviare una fase nuova”, mettendo fine alle “speculazioni finanziarie sulle coste italiane e non lasciare senza tutela migliaia di aziende e lavoratori. Se mettiamo da parte la propagnda e le bandierine ideologiche” si potranno “risolvere criticità che durano da anni per dare certezze al settore, senza guerre di religione e innalzare muri”.

Per Italia viva ben venga “la concorrenza, ma ‘no’ alla mortificazione di chi in questi anni ha lavorato e ha contribuito anche alla crescita e allo sviluppo del nostro sistema turistico nazionale”, osserva il vicecapogruppo Marco Di Maio. Ma il governo accelera: tra le norme allo studio tutela degli interessi legittimi e acquisiti, soprattutto delle imprese più piccole, che negli anni hanno investito risorse. Fonti parlamentari ex giallorosse non mancano tuttavia di sottolineare come l’accelerazione sui balneari sia frutto di una mediazione per ‘stemperare’ il clima, in particolare con la Lega, in vista del Cdm sul ‘caro bollette’.